Lavoro, Pizzolante (NCD): "Renzi batta un colpo, a rischio la credibilità"

“Le riforme sul lavoro – continua Pizzolante – sono decisive, si gioca la credibilità del Governo, sia in Italia che in Europa. Renzi batta un colpo, si faccia sentire e faccia prevalere la componente blairiana e realmente riformista del suo partito”

Matteo Renzi nella foto

“Le modifiche al decreto lavoro apportate in commissione sono una marcia indietro da parte del Pd, irrigidiscono il mercato e rendono difficili le assunzioni per le aziende. Bisogna tornare al testo originario e per questo abbiamo presentato in aula 3 emendamenti contro la reintroduzione dell’obbligo di formazione pubblica, contro l’obbligo di assunzione a tempo indeterminato per i contratti di apprendistato a prescindere dai risultati e contro l’obbligo di assunzione a tempo indeterminato per i lavoratori a termine assunti oltre il 20% proponendo, in cambio, una sanzione amministrativa. Ci batteremo in aula per ottenere questi cambiamenti”. A dirlo è Sergio Pizzolante, Vice Presidente del gruppo Nuovo Centrodestra alla Camera dei Deputati e Capogruppo in Commissione Lavoro, nel corso del suo intervento in aula per la discussione generale per il decreto lavoro.

Pizzolante nel corso del suo intervento evidenzia come “anche Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti) ha criticato ieri duramente le modifiche apportate al decreto che rischia, così, di essere un’occasione persa. E, aggiungo, siamo di fronte a una patto tra conservatori: la sinistra del Pd e Confindustria”. Per il parlamentare del Nuovo Centro Destra “emergono i tabù di una sinistra sindacale e antiriformista attraversata da culture diverse che la costringono a mediazioni con risultati fuori dalla realtà. È una sinistra supermercato dove dentro c’è di tutto. Le mediazioni le fanno al loro interno tagliando fuori gli alleati. La minoranza del Pd è maggioranza in Commissione Lavoro e blocca il lavoro di riforme di Renzi e Alfano. E questo è un grave problema politico”.  

“Le riforme sul lavoro – continua Pizzolante – sono decisive, si gioca la credibilità del Governo, sia in Italia che in Europa. Renzi batta un colpo, si faccia sentire e faccia prevalere la componente blairiana e realmente riformista del suo partito”. “Il Nuovo Centrodestra – conclude Pizzolante – proverà ad azzerare queste modifiche nella discussione in aula. Se il Governo porrà la fiducia sul decreto lavoro la voteremo perché siamo una forza di maggioranza e ci sono punti del decreto che funzionano. Ma se il Pd non cambia e ripropone gli stessi tabù e il Jobs Act si dovesse ispirare alla filosofia di Damiano, non avrà più la nostra fiducia”.

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