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Lavoro, sindacati uniti: "Basta con i protocolli, servono da subito risposte"

I sindacati ribadiscono che "non interessa sottoscrivere altri protocolli, abbiamo bisogno adesso, subito, di dare risposte, oggi e non domani o dopodomani, alle migliaia di lavoratori e lavoratrici che sono in difficoltà nella nostra provincia"

Martedì nella Sala Manzoni a Rimini si è svolta la presentazione del tavolo sulla crisi promosso dalla Prefettura di Rimini (a cui hanno partecipato, con diversi interventi, pubblici amministratori e rappresentanti del mondo economico), con lo scopo di avviare un percorso per cercare nuove strade contro la crisi, sempre più grave come testimoniano i numeri. Cgil, Cisl e Uil di Rimini, affermano i segretari Graziano Urbinati, Massimo Fossati e Giuseppina Morolli, "sanno che dietro a queste cifre drammatiche, ci sono migliaia di lavoratori e lavoratrici con le loro famiglie che hanno perso, che perdono, che rischiano di perdere il lavoro e – a caduta – anche la loro condizione sociale, perché come tutti sappiamo trovare oggi un nuovo lavoro è sempre più difficile".

I sindacati, continuano i segretari, "hanno ben chiara la situazione drammatica: in quattro anni di di crisi abbiamo dovuto, quasi sempre da soli con i lavoratori, affrontare, contrattare e sottoscrivere centinaia e centinaia di accordi di cassa integrazione ordinaria, straordinaria, in  deroga o di sospensioni. Oltre 9 milioni di ore nel 2012 e già oltre un milione di ore fra gennaio/febbraio 2013.   Ormai quotidianamente, nelle nostre sedi, incontriamo persone in difficoltà, qualche volta disperate, che si rivolgono a noi, ai nostri delegati e operatori dei servizi, alla ricerca di una risposta o semplicemente in cerca di un sostegno o di qualcuno che si prenda in carico le loro problematiche, che li accompagni in una quotidianità sempre più piena di difficoltà che erano quasi sconosciute nel nostro territorio".

"L'aspettativa di un miglioramento continuo delle condizioni di benessere di pochi anni fa sta lasciando spazio, in maniera sempre più pervasiva, al disorientamento di quanti – e sono tanti – stanno perdendo ogni speranza nel futuro - chiosano Urbinati, Fossati e Morolli -. Questi quattro anni sono stati indubbiamente anni di sofferenza per i lavoratori e i pensionati che rappresentiamo, ma anche per tanti piccoli imprenditori e artigiani. Crediamo non sia utile fare una classifica… è l’intero sistema in difficoltà, è la nostra comunità locale".

Per gli esponenti di Cgil, Cisl e Uil "è “sembrato” che martedì tutto questo sia mancato. Ci è “sembrato” di cogliere una certa distanza fra la rappresentazione e la realtà. Ma soprattutto non è stata spesa una parola a difesa di una forza sociale quale quella sindacale che da sola, in questi anni, ha cercato di contrastare gli effetti di questa crisi avanzando proposte, appelli a fare squadra e a mettersi insieme, troppo spesso caduti nel vuoto. Avevamo riposto alcune speranze su questo tavolo, dopo i protocolli su sviluppo e competitività siglati negli anni passati, protocolli ricchi di proposte e idee rimaste tali".

I sindacati ribadiscono che "non interessa sottoscrivere altri protocolli, abbiamo bisogno adesso, subito, di dare risposte, oggi e non domani o dopodomani, alle migliaia di lavoratori e lavoratrici che sono in difficoltà nella nostra provincia. Ad esempio: cosa possiamo fare per avere la piena certezza del finanziamento della cassa integrazione in deroga per tutto il 2013 e per tutelare i posti di lavoro e dare sostegno al reddito? Quale piano e con quali risorse e strumenti si svuotano i serbatoi di disoccupazione che abbiamo nel territorio? Come si finanzia il welfare locale? Come si alleggerisce la tassazione locale sui lavoratori dipendenti e pensionati? L'imposta di soggiorno può essere estesa a tutti i Comuni ed i proventi utilizzati per gli investimenti necessari non solo sul versante turistico? La riqualificazione del territorio e la green economy sono una scelta strategica e possono creare nuovo lavoro? Utilizziamo tutti gli strumenti per ridistribuire il lavoro e far fronte alle crisi aziendali, puntando a mantenere sul territorio le poche grandi aziende che ancora ci sono?"

"Sono anni che durante tutti gli incontri istituzionali e non, poniamo queste domande, per noi il campanello dall'allarme occupazionale  e della emergenza sociale è suonato da quattro anni - continuano i segretari delle sigle sindacali -. Pensiamo che il sostegno alle imprese, il credito e la sburocratizzazione, la semplicazione, le riforme istituzionali, la riduzione dei costi della politica, la lotta alla evasione siano elementi decisivi per la competitività delle imprese. A proposito di snellimento burocratico ci chiediamo quanto ancora dobbiamo attendere (visto che è passato oltre un anno) per siglare l’accordo provinciale sulle nuove regole relative agli appalti pubblici".

Per Cgil, Cisl e Uil "resta prioritario a lievllo nazionale, regionale e locale dare più valore al lavoro; un imperativo non più rinviabile, il lavoro è la sola vera ricchezza dell’Italia e del nostro territorio e allora occorre costruire tutte le opportunità che sappiano favorire la buona occupazione, quale strumento di emancipazione e libertà della maggioranza degli uomini e delle donne. Ed è per questo che se il tavolo anticrisi vuole essere un utile strumento per rispondere alla crisi, pensiamo non debba prescindere dal nostro pieno coinvolgimento. Allora veramente i lavoratori, le lavoratrici, i disoccupati, i cittadini in generale riprenderanno fiducia nelle istituzioni e nella governance  della buona politica, nel segno dell’equità e della giustizia sociale e su questo Cgil, Cisl e Uil faranno la loro parte, come hanno fatto nel corso della vita del nostro Paese".

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