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Venerdì, 20 Maggio 2022
Politica

Le pale eoliche si allontanano dalla costa e incassano l'ok di Europa Verde e M5S

Energia Wind 2000, l'azienda che ha proposto il parco off-shore, modifica il progetto allontanando sensibilmente le torri con la prima a 9,5 miglia da riva

Sono "un'opportunità da non perdere" i progetti di parchi eolici offshore a Rimini e Ravenna. Lo ribadisce Europa Verde alzando il pollice alle modifiche al progetto per Rimini che si allontana dalla riva grazie ad una riconfigurazione dell'impianto, con le pale più vicine a 9,5 miglia dalla costa di Cattolica e 10 da quella di Rimini. Non solo. Le macchine verranno posizionate in senso perpendicolare rispetto alla costa, "aumentando quindi la distanza". Questa "disponibilità degli investitori va colta come occasione indispensabile per avviare la transizione ecologica ed energetica", argomenta la capogruppo in Assemblea legislativa dell'Emilia-Romag... Silvia Zamboni. Nei primi dieci mesi del 2021, ricorda, Terna ha ricevuto richieste di autorizzazioni per la realizzazione di impianti di rinnovabili pari a 150 giga watt, un contributo che "porterebbe a rispettare gli obiettivi della Legge europea sul clima". Sulle rinnovabili, prosegue, è "ora di accelerare usando risorse energetiche che abbiamo in abbondanza e a costo zero: sole e vento". Per questo Europa Verde "da anni propone di realizzare nella nostra regione il progetto della riviera adriatica eolico-solare facendone anche un brand turistico". Da qui, conclude Zamboni, l'auspicio che "sia a Ravenna sia a Rimini i due previsti impianti eolici vedano veramente la luce superando le contrarietà attuali che ostacolano il cammino verso le rinnovabili".

"È positivo che Energia Wind 2000, azienda proponente l'eolico riminese, stia modificando il progetto allontanandolo sensibilmente dalla costa a 9,5 miglia, ma serve un ulteriore impegno affinché tutti gli aerogeneratori siano installati oltre le 12 miglia". Lo sottolinea il parlamentare riminese del Movimento 5 Stelle Marco Croatti, precisando che l'impatto paesaggistico deve essere "minimo per non scontrarsi con le comunità prospicienti e le loro vocazioni". Con la maggiore distanza dalla costa, prosegue, "considerati i maggiori costi di connessione si potrebbe chiedere l'intervento e il sostegno del ministero della Transizione ecologica". E in merito Croatti ha in calendario un incontro nelle prossime settimane proprio sull'impianto eolico riminese, per il quale auspica la partecipazione di tutte le amministrazioni locali coinvolte. Per trovare, sottolinea, "un ottimo compromesso, minimizzando le criticità che avevo esposto nelle osservazioni presentate alla Guardia costiera. Croatti attacca poi "quelle forze politiche e quelle associazioni ambientaliste che vogliono il progetto a tutti i costi, anche a sole cinque miglia dalle spiagge, e che non riescono a comprendere che imporre progetti contro il volere dei territori prospicienti e dei cittadini significa bloccarli e non vederli mai realizzati".

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