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Domenica, 5 Febbraio 2023
Politica

Lega, un poker di consiglieri apre la frattura. "Si decide la segreteria con uso bulgaro delle militanze"

Il consigliere regionale Montevecchi e i consiglieri comunali Pari, Marchei e Stanchini duri con il partito: "Non intendiamo legittimare le modalità utilizzate". La segretaria Raffelli: "Incapaci di lavorare in squadra"

Acque agitate in casa Lega, dopo il congresso provinciale. Che ha visto la rielezione di Elena Raffaelli nel ruolo di segretaria. Quattro “big” del partito non solo non hanno partecipato al congresso, ma hanno affidato il loro pensiero a una nota scritta che pare viaggiare su binari molto distanti dallo scenario attuale del partito su scala locale. Il documento porta la firma del consigliere regionale Matteo Montevecchi e con lui Loreno Marchei e Andrea Pari che rappresentano la Lega in consiglio comunale a Rimini, più Gabriele Stanchini consigliere comunale di Santarcangelo. “Abbiamo deciso di non partecipare al congresso provinciale perché non intendiamo legittimare le modalità utilizzate – scrivono -, per l'ennesima volta, da chi rappresenta il partito, con una gestione esclusiva e personalistica che non possiamo ritenere democratica, in quanto appare evidente come l’unico criterio per determinare le segreterie sia sempre un uso bulgaro delle militanze”.

Il documento prosegue, con toni puttosto fermi. “Troppi sono gli attivisti che gli scorsi anni non hanno avuto la militanza senza ricevere alcuna spiegazione e quelli che l'hanno ricevuta alquanto facilmente. A ciò si aggiunga che a chi elevava critiche veniva sistematicamente indicata la porta. Tutto ciò ha contribuito ad allontanare definitivamente sempre più persone dal partito. L'esiguo numero dei partecipanti si commenta da solo. Siamo testimoni di quanto accaduto in questi ultimi anni e, per senso di responsabilità riteniamo giusto dare spiegazioni in qualità di eletti e rappresentanti sul territorio, di una situazione non più tollerabile”. Interpellati per capire possibili evoluzioni, di cosa potrà accadere nelle prossime ore, per il momento Montevecchi e Pari non rilasciano ulteriori dichiarazioni.

Subito dopo la rielezione a segretario provinciale, l’ex parlamentare Elena Raffaelli già si era espressa a fronte di queste assenze di “peso” durante il congresso. Incontro al quale era presente anche Jacopo Morrone, appena rieletto in parlamento. “Vittimismo, smemoratezza e incoerenza sono sindromi da cui sono afflitti certi politici che si sentono frustrati nelle loro aspettative, incapaci di lavorare in squadra, preferendo sabotare piuttosto che costruire. In politica l’’aventino’ è utilizzato il più delle volte come la strada più facile per mostrare divergenze o antipatie personali. L’‘aventino’, tuttavia, di rado paga. L’isolamento dentro una forza politica danneggia più chi lo pratica, condannandolo all’irrilevanza. Nuocere a se stessi pur di creare danni a chi si considera un ‘nemico’ è solo sintomo di debolezza. Manca il coraggio di difendere, a testa alta, un’idea alternativa. Chi è volutamente assente da un luogo del confronto, come il caso del consigliere regionale Matteo Montevecchi e dei due consiglieri comunali Andrea Pari e Loreno Marchei, che hanno deciso di non partecipare al Congresso provinciale della Lega a Rimini, sbaglia sempre".

Il direttivo: "Siamo compatti, basta personalismi"

Il direttivo provinciale di Rimini composto da Claudio Di Lorenzo, Enzo Ceccarelli, Veronica Pontis, Leonardo Bindi, Gianluca Sardella, Massimiliano Baietta e i segretari comunali Gilberto Giani (sezione Rimini), Veronica Pontis (sezione Riccione), Antonio D’Alessio (sezione Bellaria/IgeaMarina), Marco Fiori (sezione Santarcangelo), Loriano Ciccioni (sezione Bassa Valmarecchia) e Giorgio Belloni (sezione Alta Valmarecchia) replicano con una nuova nota stampa. “Se ci sono questioni politiche concrete su cui confrontarsi non lo si fa attraverso i media ma nelle sedi preposte, sempre aperte e disponibili. Le modalità per rivendicare posizioni esclusivamente personalistiche scelte da soli quattro amministratori, con in testa il consigliere comunale Gabriele Stanchini, non fanno parte della cultura politica della Lega che ha da sempre regole tanto precise quanto trasparenti e al cui interno si può discutere anche animatamente ma poi si esce uniti per partecipare e realizzare i progetti e gli obiettivi scelti".

"Spiace che ci sia chi punta a creare artificiosamente confusione e equivoci, travisando perfino le modalità di svolgimento del congresso provinciale, per raggiungere non si sa quali fini. Come componenti del direttivo provinciale e segretari delle sezioni locali della Lega riminese esprimiamo totale dissenso rispetto alle dichiarazioni rilasciate dal consigliere Stanchini anche per conto di altri tre amministratori. Esprimiamo altresì la nostra totale solidarietà ai vertici locali del partito, chiedendo di proseguire senza indugio sulla strada intrapresa di lavoro e impegno sul territorio e tra la gente, unico, vero, costante obiettivo della Lega”.

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