Legge di riordino istituzionale, Gnassi: "Definirla incompleta è un eufemismo"

"Siamo arrivati ai nodi - aggiunge Gnassi -. Politicamente lo dico con grande dispiacere: la riforma si conferma un contenitore vuoto, in cui incertezza sulle competenze e stallo sulla sorte di risorse e del personale, sta creando in questi giorni problemi crescenti di gestione e di governo"

La legge di riordino istituzionale? "Definirla incompleta è un eufemismo". Così il sindaco e presidente della Provincia di Rimini, Andrea Gnassi, affermando come "il provvedimento governativo di ‘ristrutturazione’ dell’Ente Provincia, a mesi di distanza dall’annuncio, dimostra come non si possano assumere modifiche strutturali all’architettura istituzionale del Paese senza prevederne gli effetti sulle comunità sui territori, sulle persone".

"Siamo arrivati ai nodi - aggiunge Gnassi -. Politicamente lo dico con grande dispiacere: la riforma si conferma un contenitore vuoto, in cui incertezza sulle competenze e stallo sulla sorte di risorse e del personale, sta creando in questi giorni problemi crescenti di gestione e di governo. Non funziona l’impianto, perché troppi sono i grovigli strutturali. Una riorganizzazione istituzionale, fondata sul principio dell’area vasta- così come stiamo da tempo facendo in Romagna per i servizi primari- e sul principio di ‘meno costi, meno burocrazia’ è positiva, ma solo se concretizzata seguendo modalità che non mettano a repentaglio i servizi per le comunità di riferimento e il livello occupazionale".

Per Gnassi, "questa confusione a pochi giorni da scadenze che, se rispettate, impedirebbero qualunque iniziativa, anche emergenziale, contrastano con le politiche degli ultimi venti anni in cui correttamente parecchie funzioni regionali erano state decentrate alle Province. Ora si vuole procedere in senso inverso in poche ore, senza alcuna direttiva a livello nazionale, demandando ogni cosa e ogni problema al confronto regionale, lasciando i dipendenti in un deprimente limbo circa il loro futuro. Come Regione Emilia Romagna, come Presidenti e sindaci del territorio regionale stiamo cercando di operare in questa situazione di estrema difficoltà".

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"Ma senza un chiarimento formale del Governo circa le funzioni che dovranno restare in capo alle Province e quindi del relativo personale da destinare e la precisa ricollocazione di quello eccedente rispetto alle funzioni, l’impressione è che andremo incontro a un forte periodo di caos e di disagio per i cittadini - conclude il sindaco e presidente della Provincia -. Per questo, come sindaci e presidenti di Provincia, chiederemo un incontro urgente al Governo. L’Emilia Romagna sceglie di snellire e sburocratizzare ma, nel frattempo, ci sono lavoratori, scuole, strade, che hanno bisogno di certezze. Le funzioni devono essere collegate alle risorse economiche: per ora non abbiamo né le une né le altre”.

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