Lettera ai candidati al Parlamento italiano al Pd

"Presto ci recheremo alle urne per ridare a questo meraviglioso paese un nuovo governo eletto dai cittadini con l'auspicio che la sua azione possa tornare a far rinascere nelle persone fiducia"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RiminiToday

"Presto ci recheremo alle urne per ridare a questo meraviglioso paese un nuovo  governo eletto dai cittadini con l'auspicio che la sua azione possa tornare a far rinascere nelle persone fiducia e speranza nel futuro ma sopratutto nella politica,che non significa ammaliare gli elettori con  fallaci promesse che  un noto personaggio sta facendo in questi giorni imperversando in tutte le tv  rievocando  provvedimenti  demagogici rivelatisi poi perniciosi per il paese. Per fare ciò la politica oggi necessità di una palingenesi che si esplichi con paradigmi di coerenza ed equità,equità che oggi oltre ad un  elemento macroeconomico diventa altresì un fattore sociale ineludibile.

A noi tutti è toccato oggi l'appuntamento con la storia,storia che rimette in discussioni modelli di welfare,livelli di benessere,diritti considerati ormai intangibili. Mi permetto quindi di rivolgervi le istanze che provengono dalle persone con cui quotidianamente mi confronto sia sul lavoro che nella vita sociale,istanze che un analfabetismo della classe dirigente che ha governato il paese nell'ultima legislatura non ha voluto e saputo interpretare, acuendo esponenzialmente fenomeni di disagio sociale.Persone  cui indistintamente sono stati chiesti pesanti sacrifici per non far scivolare il nostro paese nel baratro, attendono nella prossima legislatura che mi auguro possa essere "socialmente" costituente,gesti di realistica coerenza.

Promuovete quindi  con tutte le vostre forze e possibilità  iniziative parlamentari  propedeutiche sia a ridurre l'indennità di deputati, senatori  e dei consessi regionali ,almeno fino a quando gli indicatori economici principali non diranno che il paese è uscito dalla recessione sia a consentire di  assoggettare ad un equo e adeguato prelievo fiscale i trattamenti previdenziali e i vitalizi,maturati in altre epoche e contesti, il cui importo oggi a volte non trova nè giustificazione nè aderenza e proporzione con le mutate condizioni socio-economiche del paese perpetuando inopportune sperequazioni.

Sono consapevole che ciò non risolverà i problemi di bilancio o di correre il rischio di scadere nella retorica o alimentare il qualunquismo o l'antipolitica ma il mio intento invece è proprio quello di ridare alla politica stessa e ai suoi attori la sua accezione più nobile.Le mie sono proposte non contro qualcuno ma per qualcosa che anche il nostro popolo,riformista e progressista  brama, affinchè  chi è venuto e verrà a chiedere sacrifici , sia pronto per primo a farne e a chiederne a chi ha più possibilità,piccoli o grandi che possano apparire. C'è in gioco la credibilità della classe politica,delle istituzioni democratiche, la coesione e la giustizia sociale elementi imprescindibili per una paese che vuole non solo crescere ma progredire senza lasciare indietro nessuno.

C'è un tempo per ogni cosa e oggi è il tempo del coraggio e non dell'ignavia. Aristotele diceva che la politica è l'arte architettonica più nobile ed importante perchè costruisce il futuro delle persone.Auspico quindi  che possiate/possiamo avere un ampio consenso per portare  a Roma le istanze sopracitate prodromiche a costruire un paese più giusto e  migliore.

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