Lombardi (Pdl): "Caro Sindaco allora non è vero che i Piani particolareggiati non vanno avanti perché gli imprenditori non hanno i soldi”

"Oggi la politica non può più parlare o peggio agire furbescamente in “politichese” perché ogni suo comportamento a Roma come a Rimini incide con la carne viva dei cittadini"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RiminiToday

"Oggi la politica non può più parlare o peggio agire furbescamente  in “politichese” perché ogni suo comportamento a Roma come a Rimini incide con la carne viva dei cittadini. A Roma Bersani per un suo disegno esclusivamente personale sta portando il Pd ed il Paese a sbattere contro un muro mettendo a rischio la nostra economia ed i nostri risparmi ed a Rimini il Sindaco Gnassi per una sua personalissima visione “bucolica” dell’economia e dell’ambiente frena ogni possibilità di sviluppo.

Pochi giorni fa abbiamo tutti aderito alla proposta del Prefetto di istituire un tavolo bipartisan per affrontare la crisi, ma i primi sviluppi non mi sembrano incoraggianti. In quella sede, di fronte alle preoccupazioni espresse dall’onorevole Pizzolante in merito al fatto che diversi Piani particolareggiati subissero ingiustificati ritardi burocratici, il Sindaco Gnassi un po’ spazientito, gli ha risposto che in realtà erano le imprese a non avere le risorse economiche per ritirare i Piani che il Comune metteva a disposizione.

La vicenda emersa lunedì in Commissione riguardo il Piano Immobiliare Celle ed il grido d’allarme proveniente da tempo da Confindustria e ribadito ieri da Cna, mi sembrano raccontare tutta un’altra verità. In realtà, il Comune pone innumerevoli ostacoli burocratici ai Piani particolareggiati ed inoltre parte del Pd pone pesanti remore politiche su tali strumenti già previsti dalla precedente Amministrazione.

Se a questo aggiungiamo che è stato snobbato senza neppure ulteriori approfondimenti il Projet del lungomare e non è stato preso in seria considerazione l’ampliamento di Italia in Miniatura che prevedevano interventi complessivi per oltre 300 milioni di euro, mi pare che questa Giunta non abbia certo le carte in regola per parlare di sviluppo e di contrasto alla crisi".

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