Lombardi (PdL): "Casa dell'Acqua, Comune subalterno ad Hera"

"Le case dell'acqua dimostrano ancora una volta il conflitto di interessi tra comuni ed HERA": è la tesi del consigliere regionale di Rimini Marco Lombardi. La Regione sta trattando in questi giorni la Legge di riforma delle ATO

“Le case dell’acqua dimostrano ancora una volta il conflitto di interessi tra comuni ed HERA”: è la tesi del consigliere regionale di Rimini Marco Lombardi. La Regione sta trattando in questi giorni la Legge di riforma delle ATO provinciali per trasformarli in una ATO regionale seppure con collegamenti provinciali, proprio per poter meglio e più professionalmente controllare i gestori dei servizi idrici e dei rifiuti, nell’interesse dei cittadini-utenti.

Dice Lombardi: “Senza una reale volontà politica di aprirsi al mercato ed alla concorrenza, nell’interesse dei cittadini, tutto potrebbe essere inutile ed a tal proposito prendo spunto dalla emblematica  iniziativa della Casa dell’acqua che sta prendendo sempre più piede nella nostra Provincia. Queste  Case delle Acque sono luoghi in cui i cittadini  possono direttamente approvvigionarsi di acqua della rete idrica pubblica sia naturale che resa frizzante. L’uso dell’acqua della rete idrica è certamente da incentivare sia per il risparmio che questo comporta per le famiglie, sia per il risparmio in termini di inquinamento ambientale e di produzione di CO2, quindi l’iniziativa della Casa dell’Acqua che sta prendendo piede in molti Comuni è da sostenere”.

“Ecco però che come al solito la politica almeno di una parte delle Amministrazioni di sinistra invade il campo ed invece che affidarsi al mercato e valutare la convenienza per la collettività, continua nel rapporto di subalternità nei confronti di Hera. Pare infatti che mentre alcuni Comuni hanno correttamente previsto una gara per individuare chi sul mercato offre la migliore possibilità per realizzare queste Case dell’acqua, altre Amministrazione come Rimini e Santarcangelo hanno scelto senza alcuna gara una società partecipata da Hera per affidare direttamente tali realizzazioni”.

E ancora:  “La cosa singolare ed ovviamente da verificare nei fatti  con apposite interrogazioni, sembra essere quella che mentre una ditta della nostra zona offre la Casa dell’acqua gratuitamente ai Comuni, accontentandosi solo di una lievissima remunerazione anche per l’erogazione di acqua naturale “trattata”, l’altra offerta si baserebbe sul pagamento da parte del Comune della somma di 12.000 euro IVA compresa, che verrebbe restituita tramite un canone in 10 anni. In questo secondo caso, l’acqua “naturale” non trattata e quindi a tutti gli effetti quella del rubinetto sarebbe offerta gratuitamente ai cittadini spalmandone così il costo economico ed ambientale sull’intera collettività.
Se così stessero le cose sarebbe veramente singolare che mentre i Comuni da un lato si stracciano le vesti per le ristrettezze del Patto di stabilità, dall’altro rinunciassero ad una partnership gratuita per privilegiarne una onerosa per le casse comunali”

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Ristorante costretto a chiudere, i titolari: "Impossibile pagare spese, non parliamo degli aiuti dello Stato"

  • Muore folgorato mentre scolpisce il legno nella sua abitazione

  • Verso il nuovo Dpcm: l'Emilia-Romagna rischia di diventare zona rossa

  • Risponde a un annuncio di lavoro e finisce nella rete di un maniaco sessuale

  • Il sindaco Parma lancia l'allarme: "Seconda ondata Covid sta colpendo duramente Santarcangelo"

  • Usava il reddito di cittadinanza per giocare nei casinò on-line e vincere 2 milioni di euro

Torna su
RiminiToday è in caricamento