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Lombardi (Pdl): "Sto con chi ci difende dalla protesta violenta"

Il consigliere regionale del Pdl, Marco Lombardi, sottoscrive "in pieno l'iniziativa de 'Il Giornale' per la tutela legale dei poliziotti indagati in seguito ai disordini accaduti durante il cosiddetto sciopero europeo"

Il consigliere regionale del Pdl, Marco Lombardi, sottoscrive "in pieno l’iniziativa de ’Il Giornale’ per la tutela legale dei poliziotti indagati in seguito ai disordini accaduti durante il cosiddetto sciopero europeo, perché istintivamente fra chi protesta in maniera violenta e chi ci difende dalla protesta violenta sto con i secondi. Poi possiamo discutere caso per caso delle singole responsabilità personali dei poliziotti, ma pregiudizialmente sto con quel genitore che avendo un figlio arrestato in quell’episodio si è interrogato sulle sue responsabilità di padre e sul messaggio devastante di una giustizia che minimizza questi episodi".

Rispetto ai fatti accaduti nel Palazzetto dello Sport di Rimini alla presenza del Ministro, continua Lombardi, "devo subito dire che io in segno di protesta me ne sono andato appena ha iniziato a parlare la ragazza dei centri sociali, perché ho sentito un grande disagio e non ho potuto fare a meno di esternarlo con un “gesto” almeno alle persone vicine a me. Probabilmente l’esposizione dello striscione si poteva tollerare come espressione di una protesta, ma la scelta di far parlare la ragazza dei centri sociali è stata senz’altro sbagliata e mi fa piacere che la Dr.ssa Melucci lo abbia evidenziato".

"Si è data voce ad una posizione minoritaria in quella sede ed oltre tutto a fronte di un atteggiamento violento nei modi che poi si è trasformato violento nel linguaggio - chiosa l'esponente del centrodestra -. Si stava parlando di educazione dei giovani alla legalità ed il messaggio è stato: se vi comportate bene dovete decidere democraticamente chi far parlare per pochi minuti in modo civile, se vi comportate male potete far parlare chiunque, anche se rappresenta una sparuta minoranza senza alcuna legittimazione, per quanto tempo vuole libero di usare un linguaggio violento verso le Istituzioni. Non mi sembra un bel segnale".

"Così come non mi sembra un bel segnale il fatto che sulla stampa nazionale sia stato dato molto spazio ai Centri Sociali e poco spazio alla posizione della Consulta provinciale degli studenti che a nome dei 1.800 studenti presenti ha condannato il gesto dei pochi violenti pur avendo molto da domandare al Ministro - continua Lombardi -. Ma siccome non urlano, non offendono e non rompono nulla, non fanno notizia".

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