Lombardi (Pdl): "Sul Masterplan il Sindaco snobba il Consiglio"

"Prima o poi si dovrà riconoscere che l’evoluzione dell’azione politica della “nuova“ sinistra imita, anche se maldestramente, gli atteggiamenti berlusconiani che ideologicamente condanna"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RiminiToday

"Prima o poi si dovrà riconoscere che l’evoluzione dell’azione politica della “nuova“  sinistra  imita, anche se maldestramente, gli atteggiamenti berlusconiani che ideologicamente condanna. Renzi, più di Alfano, sembra ripercorrere l’epopea del Cavaliere, ed il Sindaco Gnassi si muove dimostrando di tenere più all’effetto mediatico che non al profilo istituzionale. Questa storia del Masterplan è veramente emblematica.

Era troppo banale cercare semplicemente di attuare le linee del Piano Strategico che a parole si dice di condividere? C’era bisogno, in un momento in cui i cittadini e le imprese chiedono di semplificare, di creare un altro strumento che si va ad aggiungere agli altri numerosi balzelli con cui ci dobbiamo confrontare tutti i giorni?

Evidentemente il desiderio di protagonismo ha contagiato anche il Sindaco. E tale convinzione viene poi confermata dal fatto che di un atto così importante, in Consiglio Comunale nessuno ne sappia nulla, mentre si stanno moltiplicando le kermesse pubbliche di presentazione.

Il rischio è che il Consiglio Comunale, sentendosi stretto tra Forum del Piano Strategico e protagonismo personale del Sindaco, si irrigidisca nell’iter approvativo di questi strumenti visto che fino a quando il Governo dei Tecnici non abolirà anche i Consigli Comunali, questi sono gli unici organi rappresentativi dei cittadini istituzionalmente deputati a decidere sulla cosa pubblica. Ad oggi, i giornalisti, le associazioni, le società sportive, i circoli culturali, l’arci, sanno tutto di cosa ha in mente il Sindaco, ma i sui colleghi Consiglieri no.

Forse il Sindaco ha avuto pudore a parlare in Consiglio dell’anello verde perché qualcuno gli avrebbe detto che non è una  novità sconvolgente per il futuro della città. Forse non ha voluto accennare alla abolizione delle auto sotto la ferrovia perché qualcun altro gli avrebbe ricordato che Ermeti sono 15 anni che lo propone. Si sarebbe potuto sentir dire che va bene Friburgo, ma prendere a modello i lungomare di Misano o Riccione pare un po’ riduttivo per la capitale europea del turismo.  

Infine dal dibattito in Consiglio, se ci fosse stato, sarebbe emerso che i famigerati “costruttori” oggi per mantenere in vita le loro aziende a continuare a dare lavoro a centinaia di famiglie, non chiedono di fare condomini che non venderebbero, ma semplicemente di portare a termine in tempi normali ciò per cui si sono già impegnati, magari con un occhio di riguardo  da parte del Comune a quell’housing sociale che invece pare ancora interessare le giovani coppie".

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