Lunedì, 21 Giugno 2021
Politica

Luca Campisi (PdF): "Turisti malati? L'hotel non finisca in quarantena"

L'esponente riccionese del Popolo della Famiglia chiede al Governo supporti concreti per gli albergatori

"Qualora si decidesse di ripartire, i nostri imprenditori, che già sono stati martoriati e messi in ginocchio da questa pandemia, dovranno essere assolutamente tutelati, onde evitare ripercussioni che possano mettere a rischio anche la stagione estiva". A chiedere al Governo regole certe e tutele legali per gli imprenditori turistici è Luca Campisi, portavoce del Popolo della Famiglia, che sottolinea come gli albergatori potrebbero essere in prima linea nel caso di una recrudescenza del Covid-19 durante la stagione estiva. "La principale preoccupazione - dichiara - è quella della responsabilità civile e penale in caso che un ospite risultasse positivo durante il soggiorno con il forte rischio di chiusura dell’hotel e con la conseguenza della quarantena forzata per tutti gli occupanti.Tra l’altro l’assessore regionale al Turismo Corsini è intervenuto in merito alla questione, dichiarando che l’hotel non chiuderà, né la persona verrà messa in quarantena all’interno della struttura ma sarà portata in ospedale se le condizioni risultassero gravi o si farà ritornare nella propria città nel caso in cui i sintomi risultassero lievi. L’albergo non verrà trasformato in un ospedale. Anche perché, tra l’altro, non è dimostrabile se l’ospite sia diventato positivo all’interno dell’hotel, per strada, al bar o altrove".

"Inoltre - prosegue Campisi - come ha detto Corsini, il turista dovrà sottoscrivere un’autodichiarazione nella quale attesta di essere in buone condizioni di salute, nella quale prende atto del protocollo sicurezza sottoscritto dall’albergatore, una dichiarazione nella quale l’imprenditore attesta di aver rispettato tutte le misure di sicurezza che saranno previste nel protocollo che si andrà a predisporre. Anche Assohotel Confesercenti ha presentato al Governo, insieme alle associazioni Federalberghi e Confindustria Alberghi, un protocollo nazionale che individua misure di prevenzione della diffusione del Covid-19, per tutelare la salute degli ospiti e dei collaboratori. Il protocollo è stato redatto da una task force delle diverse categorie con l'ausilio di consulenti in materia d'igiene e sicurezza e sotto la supervisione di un esperto in malattie infettive. Il documento prevede, trai vari punti, che nelle reception e negli ambienti comuni degli alberghi si rispetti la distanza interpersonale obbligatoria di almeno 1,30 metri e che nelle strutture, fornite di gel igienizzante per gli ospiti e per il personale, siano previsti percorsi di entrata e uscita differenziati. Vietati gli assembramenti, previste misure per ridurre il tempo di permanenza nell'area di ricevimento". 
?
"Rivolgiamo per l’ennesima volta un’appello direttamente al Governo - conclude l'esponente del PdF - sperando che venga accolto, e che con il quale chiediamo un intervento concreto per tutti quegli imprenditori che ad oggi hanno ricevuto solamente risposte che riguardano prestiti, che poi dovranno essere restituiti con tanto di interessi. Chiediamo, dunque, liquidità immediata a fondo perduto e non prestiti che aggravano ulteriormente l’economia degli imprenditori già messa a dura prova dalla pandemia, taglio delle tasse e non lo slittamento, taglio degli affitti o il 15% del fatturato a fine stagione, perché è impensabile pagare le stesse somme ai proprietari di strutture turistiche, quanto sappiamo che non sarà la stagione di prima, anche perché, a causa delle misure di prevenzione che si andranno ad adottare, ci sarà un ridimensionamento degli ospitanti all’interno delle stesse strutture".
 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Luca Campisi (PdF): "Turisti malati? L'hotel non finisca in quarantena"

RiminiToday è in caricamento