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Ludopatie, è scontro tra Regione e aziende che minacciano di disertare l'Enada

Sei aziende delle macchinette da gioco protestano contro gli ultimi interventi normativi in materia

La Regione Emilia-Romagna non intende arretrare di un millimetro sulla lotta alle ludopatie. Lo sottolinea all'agenzia Dire la consigliera del Partito Democratico, Valentina Ravaioli, dopo la presa di posizione di sei aziende delle macchinette da gioco, Faro Games, Elmac, Tecnoplay, Cogan, Harding trading, Mondogiochi, che per protesta contro gli ultimi interventi normativi in materia, nazionali e regionali, minacciano di disertare la fiera di settore, Enada Primavera, organizzata a marzo nel quartiere di Rimini. Italian Exhibition Group non ha fin qui replicato ufficialmente. Ma con ogni probabilità si è fatto sentire con i "pasdaran" del gioco. Per cui non è così improbabile una possibile marcia indietro. A mandare su tutte le furie le sei aziende ci si è messo anche l'ultimo provvedimento preso da Viale Aldo Moro, con il divieto per i minori di utilizzo degli apparecchi ticket redemption, quelli che non danno soldi. Misura prevista in un emendamento all'articolo 22 della legge regionale proposto proprio dalla dem Ravaioli. "Questa scelta - spiega - ha un impatto importante, ma rientra nel percorso che la Regione, così come altre, sta portando avanti sulla prevenzione contro le ludopatie, che rappresentano un fenomeno sempre più incisivo". Infatti, secondo i dati del Sert, dal 2010 al 2014 gli accessi per questo motivo sono aumentati di oltre il 100%.

Ecco perchè l'obiettivo della Regione è "agire sul versante della prevenzione", in particolare per quanto riguarda le nuove generazioni. L'emendamento è andato così a incidere anche sulle distanze dai luoghi sensibili della sale da gioco, mentre nello specifico delle macchinette ticket redemption, sottolinea Ravaioli, "possono sembrare innocue, ma come sostengono anche psicologi, referenti dei Sert e famiglie, possono avere conseguenze rilevanti sul comportamento dei più giovani". Avviano infatti al gioco d'azzardo e ala cultura del vincere facile. Insomma "possono essere pericolose". Queste misure, prosegue la dem, vanno accompagnate da un "percorso educativo e culturale", che coinvolge in primo luogo le famiglie. "Si tratta di un tema di sanità pubblica e di prevenzione che per la Regione è di priorità assoluta, come per altre". Non si possono infatti nascondere le "ricadute sociali e relazionali". Senza dimenticare, conclude la consigliera, che "a dipendenza da gioco d'azzardo legale può creare indebitamento e dunque essere una possibile "anticamera di fenomeni di illegalità come l'usura. La sanità pubblica viene prima di tutto". 

(Agenzia Dire)

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