M5S: "L'assessore Holding&Partecipate e l'aereoporto dei debiti"

Sembra una strana condanna quella di avere per forza un'aereoporto portatore di debiti e non solo di sviluppo. Sembra quasi che un gruppo di ascari scialaquoni, poi magari qualche giudice ci dira se anche malversati come sta succedendo a Forlì

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RiminiToday

Sembra una strana condanna quella di avere per forza un'aereoporto portatore di debiti e
non solo di sviluppo. Sembra quasi che un gruppo di ascari scialaquoni, poi magari qualche
giudice ci dira se anche malversati come sta succedendo a Forlì, se ne siano impadroniti
e non lo cedono più chiedendo iniezione di liquidità continua e tenendo in ostaggio la
struttura regalandogli bilanci più che disastrosi.

Purtroppo esimio assessore Brasini non sono più i tempi in cui si può "investire" a debito
senza garantire un ritorno certo. I cittadini oramai sono munti da troppe mani avide di
risorse per essere disponibili a prelievi nottetempo rifilati come favolosi investimenti
per un radioso futuro, quando invece sono solo un temporaneo tampone ad una gestione
fallimentare.

Il consiglio comunale di Rimini oramai è visto come un ricco bancomat.
Arriva il presidente di Aeradria Masini, invece di infilare la tessera nella fessura
parla per un'oretta del favoloso sviluppo dell'aereoporto e se ne va con un milione di
euro nelle tasche per le spese che ha già fatto da tempo ma non ha mai onorato.
E questo oramai succede a cadenze temporali sempre più ravvicinate.

Come Movimento 5Stelle pensiamo che esistano modelli più efficenti per gestire economicamente
un aereoporto di cui ne riconosciamo la valenza economica nel nostro contesto turistico.
I modi per gestirlo con efficienza, o almeno riducendo le perdite al minimo sopportabile e non
alle insopportabili percentuali attuali, ci sono:

ad esempio evitando di prendere come direttori generali individui indagati per bancarotta fraudolenta
in identici ruoli in altri aereoporti ora in liquidazione come riportato in questi giorni dalla stampa.
oppure negando la gestione a politici che hanno avuto solo il merito di essersi fatti da parte o non
essere stati eletti nelle sessioni elettorali.
o quantomeno licenziando chi ha apposto la firma su un contratto la cui disdetta è costata 2,9milioni
di euro (vicenda Air Dolomiti).
ed infine cercando di utilizzare meno possibile il ricorso a consulenze esterne che più che incrementare
il valore dell'impresa sembrano appartenere a logiche di spartizione elettoralistica.

E comunque occorrerà fare un attento esame della ricaduta sul territorio, se l'aereoporto serve per
portare turisti nelle isole greche, italiane o in egitto è inutile finanziare i voli delle compagnie
low-cost, come sembra essere l'abitudine consueta anche se ampiamente negata, solo per poi vantarsi
del milione di passeggeri che allo stato attuale costano milioni di euro ai cittadini.

Se al contrario il movimento passeggeri interessa principalmente la nostra riviera, allora si può ancora
investire nella struttura, ma la prima cosa che andrà fatta sarà cambiare completamente il management
responsabile di questa gravissima crisi finanziaria.

Quindi caro assessore delle Holding&Partecipate, benissimo salvare l'aereoporto di Rimini per l'ennesima
volta con nuove iniezioni di denaro pubblico, ma come sempre il Movimento 5 Stelle esige che prima
sia mandato a casa tutto l'attuale management.
Se l'aereoporto deve servire a parcheggiare incapaci cronici prendetevene la totale responsabilità,
Siamo stati i primi a documentare la situazione drammatica delle partecipate, continueremo a farlo
perchè è lì, una specie di buco nero, che spariscono le risorse di questa città: è tempo di fare
chiarezza, il Movimento 5 Stelle lo sta facendo dal primo momento in cui è entrato in consiglio
comunale e continuerà a farlo fine alla fine del suo mandato.


Infine un'annotazione per la presidente Turci: i sacrifici per avere un senso richiedono un'equa
distribuzione, diversamente se c'è qualcuno che si sottrae si rientra nella deprecabile consuetudine
del privilegio. Non sono più i tempi.
Quindi benissimo al poderoso taglio dei gettoni dei consiglieri, ma sia chiaro che i numeri sono
numeri: 32 consiglieri comunali costano alla collettività 90 euro lordi a seduta quando questa viene
convocata, la Presidente invece incassa mensilmente indipendentemente dai consigli convocati,
anche perché se fosse retribuita per i consigli comunali che convoca non arriverebbe alla metà!
E dulcis in fondo a questo si deve aggiungere il costo della "segretaria particolare" che la
Presidente Turci ha preteso di avere, e che il suo predecessore non aveva, tenuto conto che può
disporre di tutta la struttura di supporto del Consiglio Comunale !!

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