Manifesti contro la pillola abortiva, Rossi (Pd): "Grave negare la scienza piegandola al proprio credo"

La consigliere regionale: A Rimini la propaganda provocatoria ProVita e Famiglia non è arrivata. I manifesti contro l'aborto che paragonano la pillola RU486 ad un veleno sono un’offesa"

Sui manifesti contro la pillola abortiva interviene anche la consigliera regionale Pd Emilia Romagna Nadia Rossi che sottolinea come "i manifesti contro l’aborto che paragonano la pillola RU486 ad un veleno sono un’offesa alle donne e ad ogni persona libera e pensante. Vedere nel 2020 immagini e messaggi di questo tipo è non solo scorretto ed anacronistico, ma anche inaccettabile per un Paese democratico che vuole porre al centro del suo futuro l’abbattimento delle discriminazioni di genere, l’eliminazione della violenza contro le donne e la promozione di parità ed autodeterminazione".

Il "no" di Rimini ai cento manifesti contro la RU486

Prosegue Rossi: "A Rimini la propaganda di ProVita e Famiglia non è arrivata, ed il Consigliere Montevecchi conosce bene le motivazioni che hanno spinto il Comune a dare il proprio diniego all’affissione di questi manifesti: la pillola RU486 è un farmaco sicuro e regolarmente registrato dalle autorità competenti. Assecondare la disinformazione, oltretutto sul corpo e sulla libertà delle donne, è quanto di più lontano ci sia dal compito a cui le istituzioni sono demandate. E negare la scienza piegandola a favore del proprio credo è un atto molto grave: con la salute non si scherza, quest'anno ce lo ha dimostrato".

E prosegue con un riferimento alla posizione presa da Matteo Montevecchi, consigliere della Lega: "Dispiace quindi che un consigliere regionale così giovane abbia ceduto alla provocazione di un’associazione notoriamente di ispirazione antiabortista ed omofoba e l'abbia fatta sua. Io continuerò a battermi perché sia garantita ad ogni donna la possibilità di scegliere in sicurezza, libera da ogni giudizio e pregiudizio calato dall’alto".

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