Matteo Renzi sulla spiaggia di Rimini per promuovere il suo libro

Quasi un'ora di ritardo per il segretario del Partito Democratico arrivato sulla battigia riminese per presentare "Avanti. Perché l'Italia non si ferma"

Si è presentato con quasi un'ora di ritardo, con un centinaio di persone che lo attendevano boccheggiando dal caldo, Matteo Renzi che, sulla spiaggia di Rimini, ha presentato il suo libro "Avanti. Perché l'Italia non si ferma". L'appuntamento era sulla battigia del Bagno 46 dove, il segretario del Partito Democratico, non ha lesinato autografi a chi aveva acquistato la sua fatica letteraria. All'incontro non sono mancati alcuni contestatori tanto che, uno di questi, è stato allontanato dalla polizia. Tra lettini e ombrelloni, Renzi ha parlato a tutto tondo della sua esperienza governativa: "Volevo fare lo statista, ho fatto il piazzista. Come Vanna Marchi e Mastrotta" spiegando di avere "Sbagliato a fare la conferenza stampa sugli 80 euro. Siamo andati troppo veloce e non abbiamo dato l'idea della fatica dietro il cambiamento. Abbiamo sbagliato a farla troppo facile". Ma, aggiunge, "per la prima volta la politica ha visto un gruppo dirigente designato dall'alto, non abbiamo padroni politici". E "se ce l'ho fatta io ce la può fare chiunque".

Tra i temi di attualità, il segretario del Pd ha aggiunto che "I migranti sono diminuiti rispetto all'anno scorso anche se non sembra. Lo dicono i numeri". Aggiungendo che "Aiutarli davvero a casa loro non è una parolaccia. Se c'è chi rischia di affogare... li salvi tutti. Non me ne importa nulla dei sondaggi, la vita umana è il più grande dei valori. E quindi dobbiamo salvarli tutti, ma non li puoi accogliere tutti te". Sempre in tema di immigrazione, il segretario del Partito Democratico ha sipegato che "Europa sì, ma non così". A Cervia in provincia di Ravenna per la presentazione del suo libro il segretario del Partito democratico Matteo Renzi parla di immigrazione e punta il dito contro i Paesi dell'est che "fanno grandi discorsi, a cui diamo un fracco di soldi e poi chiudono le porte all'immigrazione". Per cui "se non rispettano i nostri valori smettiamo di dare loro soldi".

Altro tema quello della Legge sullo Ius Soli: "Tutti i bambini che nascono qui, che vanno a scuola con nostri figli, hanno il diritto e il dovere di essere cittadini italiani". E sulla Legge elettorale: "Nei palazzi della politica si ragiona di questioni che interessano pochi. La discussione sulla legge elettorale o sulle coalizioni o non coalizioni interessa solo gli addetti lavori. E' importante per capire chi andrà in parlamento per decidere i prossimi posti. Io penso che sia più importante capire come aumentare i posti di lavoro più che i posti in parlamento". Sull'Europa, ha sottolineato come "Non c'è spazio alternativo all'Europa. L'Europa economia comincia a girare bene. Ma l'Ue non è solo mercato unico. Macron va a Bruxelles fa gli interessi francesi. Invece come Italia non l'abbiamo sempre fatto bene e ha sbagliato anche la sinistra che ha usato l'Europa per fare una guerra interna". Comunque, conclude "così come è non sempre funziona".
(Agenzia Dire)

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