Il premier Letta al Meeting di Cl: "Lavoriamo per dare opportunità ai giovani"

Con la Santa messa presieduta dal vescovo di Rimini, Mons. Francesco Lambiasi, ha preso il via l'edizione 2013 del Metting di Cl. Il presidente del Consiglio Enrico Letta è stato accolto al suo arrivo alla Fiera di Rimini, dai ministri della Difesa e delle Infrastrutture, Mario Mauro e Maurizio Lupi

Con la Santa messa presieduta dal vescovo di Rimini, Mons. Francesco Lambiasi, ha preso il via l'edizione 2013 del Metting di Cl. Il presidente del Consiglio Enrico Letta è stato accolto al suo arrivo alla Fiera di Rimini, dai ministri della Difesa e delle Infrastrutture, Mario Mauro e Maurizio Lupi. Dopo la messa e prima della conferenza, il presidente del Consiglio ha visitato gli stand del Meeting. "Non lasceremo soli i giovani: lavoreremo e faremo di tutto perché riescano ad avere opportunità. Quelle opportunità che altri giovani in altre parti d'Europa hanno già oggi - ha detto Letta -. Grazie a un'Europa e a un'Italia migliore daremo ai giovani questa opportunità''.

GIOVANI E LAVORO - L'emergenza occupazionale è la più grande per l'uomo di oggi", ha affermato Letta, sottolineando che il governo ha fatto sì che quello del lavoro "diventasse un tema europeo: tutto il continente deve farsi carico del problema della disoccupazione giovanile". Il presidente del consiglio ha puntualizzato che "quella dei giovani è una questione che ci sta e mi sta nel cuore. L'impegno continuerà, non basta quel che abbiamo fatto nei primi 100 giorni di governo" puntualizza, puntando il dito su quello che definisce un "problema culturale. La questione giovanile era centrale negli anni '70 e '80, ma poi nessuno ne ha più parlato. Perchè? Perchè si è pensato solo agli ex giovani". E allora per questo è necessario tornare a parlare di disoccupazione giovanile. Secondo Letta bisogna che i giovani facciano esperienze all'estero e che queste esperienze siano incentivate, purchè non rappresentino biglietti di sola andata". "L'Italia deve essere - ha chiosato - capace di accogliere anche cervelli che intendano venirci a vivere e di far si' che chi è andato a studiare e a formarsi all'estero possa tornare se lo vuole".

LEGGE VOTO - Letta ha chiesto al Parlamento di seppellire il Porcellum, restituendo al più presto al "cittadino arbitro" la possibilità di scegliere. Ed ha lanciato un monito, rivolto soprattutto al Pdl: "Nessuno interrompa il percorso di speranza che abbiamo cominciato" con il governo delle larghe intese. Perché, ammonisce il premier, "gli italiani puniranno chi anteporrà interessi personali e di parte rispetto all'interesse comune di uscire dalla crisi". Un obiettivo, questo, che secondo Letta "è a portata di mano" e verso il quale il suo governo può portare l'Italia. Il presidente del Consiglio, che a Rimini ha messo fine alle sue brevissime vacanze agostane, ha citato un salmo della Bibbia caro a don Giussani, ma anche Collodi e Pinocchio "da buon toscano"; riceve un'accoglienza calorosa dal popolo di Cl, che lo accoglie "con gratitudine, stima ed amicizia, in queste settimane così travagliate per la vita del Paese e del mondo". Letta ha toccato le corde del movimento parlando di sussidiarietà ma attacca anche i "professionisti del conflitto", chiedendo "di privilegiare la forza fecondatrice dell'incontro, che non è annullamento della propria identità ma fa paura solo a chi è incerto della propria identità e dei propri valori".

Un concetto che suona diretto a chi critica la "strana maggioranza" che sorregge il governo delle larghe intese e che invece tanto piace ai ciellini. E allora, avanti tutta sulla riforma della legge elettorale, che per Letta "andrà approvata a ottobre" ed "è il cambiamento più urgente da fare". Il premier ha messo l'accento anche sull'abolizione del finanziamento pubblico per ridare "ai cittadini il potere di dare, se vogliono, il loro finanziamento", tenendo conto anche del "terremoto" delle elezioni. "Non possiamo dire - sostiene - che a febbraio non è successo nulla: è successo un terremoto che ha riguardato tutte forze politiche e ha cambiato il modo di essere dei cittadini italiani. Quella è stata l'ultima richiesta alla politica di cambiare e noi non possiamo essere sordi". A maggior ragione dopo quel terremoto, ha proseguito Letta, citando le parole pronunciate dal presidente Napolitano proprio aprendo il Meeting di Rimini due anni fa, "la politica deve parlare il linguaggio della verità".

E deve volare alto, perché, ha spiegato, "non ce la facciamo senza politica, purché sia buona. Insomma, pur sentendo "il senso del limite", Letta vuol portare il Paese in un porto sicuro a maggior ragione dopo che negli ultimi due anni ''si è compiuto un percorso faticoso e doloroso''. E pensa di potercela fare nel 2014, "che può essere anche l'anno del nuovo inizio anche per l'Europa", se la sua maggioranza continuerà a sostenerlo. "Adesso - ha insistito- l'uscita dalla crisi è a portata di mano; è possibile a seconda di cosa facciamo noi. Se guardiamo al futuro usciremo dalla crisi; se ci fermiamo con la testa sempre rivolta al nostro passato non usciremo dalla crisi". Un percorso che deve articolarsi secondo quelle che ritiene essere le tre parole chiare per l'Italia: "Tempo, terra e bellezza, tre aspetti su cui non è possibile non concentrarsi per tornare a far essere l'Italia appetibile".

Il pensiero, poi, va al dramma dell'Egitto. "Non possiamo essere fermi e silenti rispetto a quello che sta accadendo. Non è possibile. E' il dramma dei giorni nostri: si vedono quelle immagini e si discute dei turisti in vacanza", ha sbottato il presidente del Consiglio che chiede una voce sola davanti all'ennesima crisi internazionale all'Europa. Che, accusa, "così non va" perchè "oggi ha istituzioni che non permettono di decidere. E non si può non cambiarle legandole ai cittadini".

IL MINISTRO MAURO - Tra gli ospiti anche il ministro della Difesa, Mario Mauro, che ha assicurato: "Il governo andrà avanti. L'Italia ha bisogno di ben altro, di molto altro - ha risposto a chi gli chiedeva se fosse spaventato - :di far sì che le forze politiche si sostengano vicendevolmente per sostenere le necessità' del paese". Il ministro ha poi replicato a chi gli chiedeva un commento sulla situazione della giustizia in Italia anche alla luce della recente sentenza della Cassazione sul caso Mediaset. "Il tema della giustizia è un tema difficile nel nostro Paese che merita, e non è un'invasione di campo, considerazioni anche politiche. Detto questo - ha puntualizzato - non c'è ragione di spaventare un governo che ha come principale ragione il fatto di essere indispensabile di fronte alla condizione difficilissima che - ha concluso Mauro - il Paese vive".

FORMIGONI - Presente anche l'ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni, storico esponente di Cl. "Sono qua come sempre perchè il meeting, al di là degli incontri e delle cose che vengono dette, è la partecipazione straordinaria di questa gente, di tutte le età, giovani, adulti, famiglie in grande quantità e in grande qualità'', ha dichiarato.  Quest'anno, gli è stato sottolineato dai cronisti, non sarà tra i relatori. ''Questo conta meno - ha concluso Formigoni - conta la presenza, conta ascoltare, conta confrontarsi''.

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