Mercato ambulante, Cipolletta (M5S): "Inaccettabile arroganza della giunta Gnassi"

"Si susseguono le dichiarazioni fuorvianti e di inaccettabile arroganza della giunta Gnassi in merito alla questione dello spostamento del mercato ambulante"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RiminiToday

"Si susseguono le dichiarazioni fuorvianti e di inaccettabile arroganza della giunta Gnassi in merito alla questione dello spostamento del mercato ambulante. L'assessore Sadegholvaad avrebbe dichiarato che: "Il fossato del castello si fa". In effetti sta semplicemente distraendo l'opinione pubblica, non si farà nessun fossato nei prossimi anni, le risorse comunali sono già state tutte impegnate in opere fallimentari oppure ingiustificabili come Palas, TRC, Aeradria, e così via. Resta l’opzione Art Bonus per la riqualificazione di Piazza Malatesta: “La riqualificazione di piazza Malatesta e il ripristino del fossato intorno al castello, la piazza sull’acqua nell’invaso del Ponte di Tiberio, possono e dovranno essere ‘beni disponibili’ a un contributo del privato, così come formulato nella legge che istituisce l’Art Bonus.”[cit.]. Vuoi vedere che toccherà agli ambulanti pagare? Ciò che si farà invece dal prossimo anno, è lo spostamento del mercato “alla carlona”, senza alcuno studio preliminare sui flussi di traffico automobilistico e pedonale, sugli effetti e sull'impatto che lo spostamento sortirà sia sull'economia del mercato che su quella del Centro Storico, e soprattutto senza capire se i cittadini concordano. Una intera economia può morire per il solito stupido capriccio di un Sindaco che si è mostrato fino a qui assolutamente incapace. Nel frattempo, gli ambulanti più volenterosi si organizzano arrivando a proporre idee e rendering per la progettazione di nuove localizzazioni, più logiche per un mercato e più sopportabili per il traffico cittadino, svolgendo un lavoro che avrebbe dovuto essere delle istituzioni le quali, prima modificano il Piano Regolatore Generale, poi cacciano gli ambulanti e solo in seguito magari progettano la nuova disposizione, il tutto con una superficialità inaccettabile. Purtroppo la storia recente del nostro comune mostra che certi atteggiamenti e decisioni, incomprensibili per alcuni, hanno risvolti spesso inconfessabili. Il sentore, è che anche per il mercato ambulante, vi siano motivazioni solide che non è possibile rendere note pubblicamente, il tutto sulla pelle dei cittadini meno influenti politicamente".

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