Misano approva la convenzione sulla Asp 'Del Bianco'

Il Consiglio Comunale di Misano durante la seduta di mercoledì sera ha approvato due importanti delibere: l’approvazione dello statuto e della convenzione con il Comune di San Clemente

l Consiglio Comunale di Misano durante la seduta di mercoledì sera ha approvato due importanti delibere: l’approvazione dello statuto e della convenzione con il Comune di San Clemente per la creazione dell’Azienda pubblica di servizi alla persona (ASP) ‘G. Del Bianco’; e la determinazione di due ambiti territoriali ottimali all’interno del Distretto della Zona Sud della provincia di Rimini in merito al riordino istituzionale e all'esercizio in forma di unione tra i Comuni di numerose funzioni ( legge regionale 21/2012).

Con la formale approvazione della convenzione tra i Comuni di Misano e San Clemente interessati dalla realizzazione dell’Azienda speciale‘G. Del Bianco’ che sostituirà, come previsto dalle norme regionali, l'omonima Fondazione e l’accettazione dello Statuto definitivo, già vistato dalla Regione, si conclude l’iter burocratico richiesto ai due enti. Ora la competenza passa al presidente della Regione per il compito finale di siglare il decreto istitutivo.

La nuova Asp collaborerà con l’altra Azienda speciale ‘Ceccarini’ di Riccione a cui partecipano in forma associata tutti i Comuni del distretto Sud della provincia di Rimini. L’Asp Del Bianco, che ha il compito di amministrare e valorizzare l'importante lascito del Avvocato Giuseppe Del Bianco, si occuperà dei servizi all'infanzia dei Comuni di Misano e San Clemente, mentre l’Azienda speciale Ceccarini continuerà ad occuparsi di sociale a 360 gradi, dall'infanzia agli anziani.

Per quanto riguarda la delibera di individuazione dell’ambito territoriale ottimale ove i Comuni sono tenuti ad esercitare in forma di unione numerose funzioni istituzionali stabilite dalla recente legge regionale n°21 del 21.12.2012, il il Consiglio comunale ha approvato, così come già fatto dai Comuni di Cattolica, San Giovanni e da buona parte dei municipi della Valconca, la proposta alla Regione di creazione di due ambiti all’interno del Distretto Sud di Rimini: uno composto dai 9 Comuni della Valconca, cioè quelli dell'entroterra con meno abitanti, ed uno formato da 5 Comuni di media-grande dimensione compresi tra la costa ed il primo entroterra, ovvero Riccione, Misano, Cattolica, San Giovanni in Marignano e Coriano.

L’approvazione di tale delibera entro il 20 febbraio era un atto tecnicamente necessaria, altrimenti sarebbe passato definitivamente, senza possibilità di ripensamento, la proposta della Regione che avrebbe creato un unico ambito nella zona sud, in cui sarebbero stati accorpati piccoli Comuni con poco più di 1000 abitanti con comuni di maggiori dimensioni, fino ai 35.000 cittadini di Riccione, con esigenze, economia e problematiche assolutamente incomparabili.

Grazie alla approvazione della delibera contenente la proposta di creare due ambiti ottimali, il dibattito tra gli enti potrà proseguire per altri 2 mesi e ciò consentirà ai Sindaci di mettere in atto un confronto più preciso e lucido su importanti scelte istituzionale da compiere, dibattito istituzionale che finora non è stato possibile svolgere a causa del tempo assolutamente insufficiente concesso dalla Regione, vista anche la concomitanza elettorale. Del resto il tema è importante perchè comporta la decisione dei Comuni di spogliarsi o meno di funzioni fondamentali, come la regolamentazione edilizia ed urbanistica, la polizia municipale, la protezione civile, sui quali è necessario un approfondimento ed un confronto anche con i partiti ed i cittadini. D'altra parte poiché la Regione ha previsto un meccanismo di incentivi e di contributi più o meno favorevole a seconda della percentuale di adesione dei Comuni facenti parte di un ambito è evidente che i Comuni più piccoli, che da tempo hanno già unificato funzioni e servizi, rischiavano di essere penalizzati dal fatto che i Comuni più grandi, che sono all'inizio del cammino, devono ancora migliorare la comprensione di tali meccanismi. La delibera che propone due ambiti tutela perciò le esigenze dei Comuni piccoli e tiene aperti i tempi per un confronto istituzionale soprattutto fra i Comuni più grandi.

“Colgo l’occasione – ha dichiarato il sindaco, Stefano Giannini - per tornare a tranquillizzare la sindaco di Coriano, che ha lamentato di essere stata esclusa da incontri istituzionali sull’argomento. In realtà oltre all'incontro istituzionale tenutosi in Provincia a cui sono stati invitati tutti i sindaci nel mese di gennaio, non c'è stato alcun altro incontro Istituzionale; certo qualche settimana fa si è svolto un incontro strettamente politico tra amministratori, consiglieri comunali e segretari politici del Centrosinistra, per trovare una chiave di lettura comune a questa riforma, chiave di lettura che ancora non c'è anche se c'è forte il desiderio di confronto per il bene che da tale riforma potrebbe derivare alle nostre comunità cittadine; poichè la collega Spinelli si reclama civica, né di destra né di sinistra, come potevamo invitarla ad una riunione politica di parte? Una riunione istituzionale, invece, si terrà, proprio grazie alla delibera di proposta dei due ambiti assunta da molti consigli comunali in questi giorni che ha il merito tecnico di tenere aperti i termini nei prossimi sessanta giorni, a cui ha assicurato la partecipazione l’assessore regionale al Riordino istituzionale, Raffaella Salieri, che ci consentirà di supplire al termine estremamente ridotto finora concesso della legge (approvata solo il 21 dicembre scorso) . Sono certo che così avremo le giuste occasioni per discutere assieme ogni questione e la sindaco di Coriano sarà sicuramente protagonista dei prossimi incontri”.

“Vorrei inoltre sottolineare – prosegue il sindaco - come, nonostante in aula si discutesse una delibera di tale rilevanza, il dibattito politico si sia svolto in assenza di due consiglieri della minoranza: il consigliere Rosario Zangari de La Destra sociale e la consigliera Lucilla Ketty Ronchi di Sinistra critica, che appena discusso il primo argomento all'ordine del giorno, hanno infilato il cappotto e se ne sono andati. Comprensibile il loro scarso interesse considerata sia la difficoltà di comprensione del tema, oggettivamente abbastanza complicato e tecnico, e soprattutto la loro propensione a fare solo opposizione, giammai a porsi la prospettiva di governare; però almeno salvare la forma su un tema di grande rilievo istituzionale sarebbe stato più apprezzabile”.

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