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"Modificare la legge regionale che limita le gite sociali dei pensionati"

“Spesso anche le buone intenzioni creano dei guai e la politica quando può deve porvi rimedio”. È quanto afferma il Consigliere regionale Marco Lombardi

“Spesso anche le buone intenzioni creano dei guai e la politica quando può deve porvi rimedio”. È quanto afferma il Consigliere regionale Marco Lombardi sollecitato da alcune associazioni di pensionati che gli hanno manifestato la rigidità dell’articolo 18 della legge regionale  n.7/2003 nel punto in cui  prevede la possibilità per le associazioni senza scopo di lucro di organizzare in proprio le gite sociali, limitando però la possibilità di parteciparvi “esclusivamente” ai soli soci.

“Se da un lato - afferma Lombardi - tale previsione mira ad evitare gli abusi in cui una associazione senza scopo di lucro potrebbe incorrere facendo concorrenza sleale alla agenzie di viaggio, dall’altro limita fortemente ed ingiustificatamente l’attività di quelle realtà che, pur rivolgendosi solo ai propri iscritti, si trovano nella situazione di non poter ospitare nelle loro gite sociali neppure mogli, figli o nipoti non iscritti alla associazione”.

“Ecco perché - prosegue Lombardi - la preclusione “assoluta” prevista all’articolo 18 della L.R. n.7/2003 appare sproporzionata rispetto all’intento che si propone ed anche di dubbia legittimità alla luce delle recenti direttive europee e delle liberalizzazioni previste nell’ultima legge di stabilità”.

“Ho quindi inoltrato una formale Interrogazione - conclude Lombardi - per verificare la disponibilità della Giunta Regionale  a modificare la legge n.7/2003 nel senso di consentire che una quota dei partecipanti alle così dette gite sociali possano essere rappresentata da parenti stretti ancorché non soci e qualora il Presidente Errani e l’Assessore Melucci raccogliessero questo mio invito, la modifica potrebbe già essere introdotta nel corso della prossima Sessione Europa in programma nelle prossime settimane visto che si tratterebbe anche di uniformare la nostra legislazione regionale al diritto europeo”.

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