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Montevecchi (Lega): “Aiuti fino al parto e in età pediatrica a donne e coppie che accolgono la vita in caso di diagnosi di patologie fetali”

L'esponente del carroccio in regione in occasione della Giornata mondiale della Sindrome di Down: "Certe pratiche fanno emergere il pericoloso rischio che si possa favorire anche una vera e propria selezione eugenetica"

"La Regione metta in campo investimenti di sostegno alla donna e alla coppia in caso di diagnosi di patologie fetali. Fondamentale un valido aiuto ad accogliere la vita". Lo chiede il consigliere regionale riminese della Lega ER, Matteo Montevecchi, che nei prossimi giorni formalizzerà la richiesta con un'interrogazione alla Giunta Bonaccini, in occasione della Giornata mondiale della Sindrome di Down. “L’Emilia Romagna – ricorda Montevecchi – è la prima Regione ad aver introdotto in Italia la gratuità per tutte le gestanti residenti del Non Invasive Parental Test (NIPT), un test prenatale di screening non invasivo che si basa sull’analisi del DNA fetale presente nel plasma materno, finalizzato alla valutazione del rischio di trisomia 21 (Sindrome di Down), 13 e 18 e che sarà esteso gradualmente in tutte le province. Il problema è che non possiamo ignorare che l’uso massiccio del NIPT in paesi come l’Islanda o il Regno Unito ha portato ad una drastica riduzione delle nascite di bambini con sindrome di Down. Questi dati devono fare riflettere, poiché fanno emergere il pericoloso rischio che si possa favorire anche una vera e propria selezione eugenetica ai danni di nascituri con sindromi cromosomiche”. 

“La strada maestra da seguire - propone il leghista - dovrebbe essere quella del supporto vero che non miri all’eliminazione del nascituro: bisognerebbe infatti iniziare a mettere in campo aiuti per i genitori soprattutto mediante l’investimento di risorse necessarie per costruire una cultura di accoglienza della vita, senza alcun tipo di distinzione. In occasione della Giornata mondiale della Sindrome di Down desidero lanciare questo appello: le istituzioni devono fare la propria parte e sarebbe importante ricevere un segnale forte, a partire dalla Regione. Presenterò una interrogazione per chiedere alla Giunta se intenda prevedere altrettanti investimenti regionali di sostegno alla donna e alla coppia in caso di diagnosi di patologie fetali, fino al parto e in età pediatrica (0-14 anni), affinché ci possa essere un valido e consistente aiuto ad accogliere la vita. Come ci ha sempre ricordato Jérôme Lejeune “Ogni essere umano ha il diritto alla vita”.

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