No al taglio dei Fondi per le politiche sociali, Arlotti scrive al premier Gentiloni

L'onorevole riminese del Pd raccoglie le proteste delle associazioni e del terzo settore

No al taglio dei Fondi per le politiche sociali e per le non autosufficienze. Contro tale prospettiva, attualmente portata avanti dal ministero dell’Economia e finanze per raggiungere gli obiettivi di finanza pubblica, il deputato Pd romagnolo Tiziano Arlotti ha scritto al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, raccogliendo le proteste delle associazioni e del terzo settore. “In Commissione XII Affari sociali della Camera il Sottosegretario al Lavoro e Politiche sociali Luigi Bobba ha sostanzialmente confermato che il Ministero dell’Economia e delle finanze sta valutando tagli sia al Fondo per le Non Autosufficienze, da 500 a 450 milioni di euro per il 2017, sia al Fondo nazionale per le politiche sociali, da 311 a 99 milioni di euro – spiega Arlotti -. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali non risulta in alcun modo coinvolto ed anzi ha dimostrato la propria contrarietà alla prospettiva di una riduzione di tali fondi”.

“E’ gravissimo che il MEF arrivi a prendere risorse dagli unici due fondi statali per il finanziamento territoriale delle politiche sociali destinate alle fasce più deboli della popolazione – continua il deputato -. Tra l’altro si tratta di fondi dotati di risorse non certo superflue e che andrebbero piuttosto rafforzati. Con la legge di bilancio per il 2017 è stato previsto un incremento di 50 milioni di euro del Fondo per le non autosufficienze, ed è stato appenda pubblicata in Gazzetta ufficiale la legge che aumenta lo stanziamento del Fondo per le non autosufficienze di ulteriori 50 milioni di euro per il 2017. Sono fondi che andrebbero ulteriormente potenziati ed è sconcertante che il MEF possa mettervi mano liberamente”.

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“Come osservato anche dal Coordinamento del Forum Nazionale del Terzo Settore e dalle Associazioni di malati e disabili, si tratterebbe di pesanti tagli alla spesa sociale del nostro Paese che metterebbero a rischio i servizi alla persona e le prestazioni a domicilio per disabili e anziani, con gravi conseguenze per i cittadini e le famiglie che si trovano in condizioni di forte disagio e che necessitano maggiormente di sostegno – conclude Arlotti -. Ritengo pertanto sia necessario quantomeno che il Governo chiarisca quale orientamento intende assumere nei confronti della spesa sociale e se siano confermati i tagli, aprendo eventualmente un confronto diretto con le Associazioni, il Coordinamento del Terzo settore e il Ministero dell’Economia e finanze”.

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