Nomadi, il Comune di Rimini: "No censimento etnico ma ricognizioni demografiche"

Palazzo Garampi getta acqua sul fuoco dopo le accuse di aver "schedato" quanti vivono nelle baracche di via Islanda

Getta acqua sul fuoco palazzo Garampi dopo che, nella giornata di martedì, sono emerse alcune indiscrezioni per le quali il Comune avrebbe censito la popolaziona nomade presente sul territorio. Un vero e proprio vespaio per l'amministrazione guidata dal Pd, all'indomani delle dichiarazioni del ministro dell'Interno Matteo Salvini proprio sulla "schedatura" di rom e sinti. "In barba alle ormai classiche strumentalizzazioni o confusioni ‘ad arte’ - ha replicato oggi il Comune di Rimini in una nota stampa - va ribadito come il Comune di Rimini non abbia fatto un ‘censimento’ su base etnica della popolazione rom e sinti presente sul territorio comunale. E’ sufficiente citare quanto già espresso ieri dalla vicepresidente della Regione, Elisabetta Gualmini: non ci sono state schedature, ma si tratta di ricognizioni demografiche, di monitoraggi utili a fini informativi, ma soprattutto necessari per raggiungere l’obiettivo indicato dall’Unione Europea e recepito dalla sia dall’Italia sia dalla Regione di superare i grandi insediamenti, come quello presente in via Islanda. Obiettivo per altro presente anche nel contratto di governo ‘del cambiamento’ firmato da Movimento 5 Stelle e Lega. E’ evidente che per andare a sanare una situazione vergognosa e non più accettabile come quella di Islanda, fosse indispensabile capire quanti nuclei famigliari vivessero nell’area, quanti fossero i minori e gli anziani presenti e le loro condizioni (dalla scolarizzazione ad eventuali disabilità). Non si prendono impronte digitali, non si incidono numeri sulle braccia; è un’analisi demografica, identica a quelle che periodicamente riguardano l’intera cittadinanza. Ed è ben distante dagli obiettivi, dalla filosofia e dai metodi evocati dal leader della Lega nonché vicepremier Matteo Salvini, che ha ipotizzato un censimento globale esclusivamente su base etnica per successive ‘cacciate’".

"Questa precisazione - conclude l'amministrazione comunale - si rende opportuna per il consigliere della Lega Matteo Zoccarato che, in affanno per le ‘sparate a sfondo razziale’ del suo leader, tenta maldestramente di creare confusione. Possiamo però rassicurare il consigliere: i ‘metodi’ di questa Amministrazione sono e continueranno ad essere ben lontani da quelli di Zoccarato e del suo partito, il quale però per dirla tutta è il primo in queste settimane a richiamare la legge europea per risolvere queste situazioni sui territori italiani. In un certo senso, sono proprio la Lega e il Movimento 5 Stelle a certificare la correttezza del percorso scelto a Rimini per il superamento della vergogna di via Islanda, in piena coerenza con quanto dispone l’Unione Europea, l’Italia e la Regione Emilia Romagna. Va sottolineato con favore e un brindisi, in tale ottica, il primo vagito da parlamentare locale di Marco Croatti il quale affermando come il tema degli insediamenti dei nomadi sia risolvibile ‘nel rispetto della legge e delle persone’ si iscrive- forse a sua insaputa- fra i sostenitori del programma appena varato da questa amministrazione comunale. Che, appunto, mette al centro legge e persone e non razzismo, discriminazione, luoghi comuni, ipocrisia, benaltrismo allo scopo di lasciare tutto così, invocazioni fideistiche al ‘deus ex machina’ che tutto fa e tutto risolve. Per ora solo sugli organi d’informazione. Si vedrà ai primi provvedimenti ma in questo senso, il ‘contratto’ tra lega e 5 Stelle fa stare tranquilli circa la bontà e la correttezza del percorso attivato a Rimini”.

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