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Nuova piscina a Viserba, Zilli (FdI) va all'attacco e continua sulla linea del "no"

Chiediamo all’amministrazione maggior tempo per individuare un’area più conforme al progetto

Si è tenuto martedì il Consiglio Comunale Tematico sul progetto della nuova piscina comunale di Rimini, per un investimento totale di 7,5 milioni di euro e il consigliere comunale di Rimini Filippo Zilli riepiloga la visione di Fratelli d’Italia.

“Sono più che favorevole alla collocazione della struttura natatoria su Rimini Nord, così come lo ero anche ai tempi della ottusa (o forse conveniente, per qualcuno) scelta del progetto Acquarena in via della Fiera di fronte al Palacongressi, in quanto geograficamente potremo così dire che la città è servita in ogni sua parte – dichiara il consigliere - a Rimini sud c’è la vicina piscina olimpionica di Riccione (e non è un “peccato originale” servirsi da comuni limitrofi, anzi, si chiama visione di insieme di un territorio che collabora e non compete; a Rimini centro abbiamo la convenzione con il Garden, che tra l’altro ha appena realizzato una nuova vasca (ed a cui si era fatto un gran torto nel 2014 progettando una nuova piscina a soli 500 metri dalla loro struttura – quando sappiamo tutti che la stessa poteva essere compiuta ad un prezzo decisamente inferiore (1,5 mln) all’interno del garden (poi abbiamo visto tutti com’è finita…); a Rimini nord, vedremo quindi la realizzazione del nuovo centro; non dimentichiamoci poi della piscina, sempre olimpionica e ad alto livello, ubicata a San Marino”.

Prosegue Zilli: "Rimane ora da valutare invece la precisa collocazione della struttura e la tipologia della stessa, argomentazioni sulle quali ci siamo battuti, appunto, in Consiglio Comunale. L’amministrazione, nella persona dell’assessore Brasini, che fino a novembre 2020 ci parlava ancora di proseguire nel progetto Acquarena (il famoso dov’era com’era) ha, in data 17 dicembre approvato il progetto preliminare individuando una zona di proprietà comunale e con destinazione d’uso già definita (sportiva) nel parco Don Tonino Bello a Viserba. Tutta questa fretta, giustificata dal fatto che “è una scelta non più prorogabile e che Rimini aspetta la piscina da oramai 10 anni”, è decisamente in odore di propaganda elettorale in vista delle elezioni amministrative in autunno, così che Gnassi potrà aggiungere un ulteriore tassello alle sue opere “compiute e/o incompiute".

Entrando nel merito della questione, come opposizione, Zilli evidenzia le perplessità sollevate, ovvero: "l’ubicazione nel parco Don Tonino Bello e la cementificazione dell’unica area verde della zona. Dagli attuali 26.000 mq di verde, ne rimarranno solo 14.000 mq di cui circa 5.000 mq senza possibilità di piantare alberature, e soprattutto di fronte al PEEP di Viserba (quartiere ad alta densità abitativa) dove non stanno mancando le proteste; la raggiungibilità ed i problemi di traffico. Conosciamo tutti le difficoltà di accesso alla zona e caricarla con circa 15/20 mila nuovi utenti al mese (il vecchio palazzetto conta 10mila accessi mensili), con circa 600/700 tra macchine e pullman giornalieri, quantomeno dovrebbe far riflettere. Considerate poi le già grandi problematiche del traffico relative al comparto scolastico e quello della fiera che su Viserba creano non pochi problemi di percorrenza. E, ancora, la progettazione: 10 vasche da 25 metri e 2 vasche da 20 m. Si sta quindi dicendo di costruire una nuova piscina (7,5 mln di euro) ma di non farla olimpionica. Come sempre invece che guardare avanti, rimaniamo indietro. L’assessore continua a ripetere che la struttura olimpionica non sia sostenibile economicamente, senza averci presentato lo straccio di un Piano Economico Finanziario e di Sostenibilità, ma sappiamo bene che per poter far parte dei circuiti nazionali ed internazionali sportivi, ed eventi ad alto livello, sia necessaria una struttura di tal tipo. E Rimini la merita”.

“Siamo tutti assolutamente consci che la nuova piscina sia un’opportunità, non solo per Viserba e Rimini nord, ma per l’intera città. Un “motore” sportivo e sociale assolutamente necessario, ma di cui non possiamo essere concordi per metodo e merito: come sempre scelte verticistiche, senza confronto con la cittadinanza né tantomeno con il consiglio comunale, che solo grazie alla nostra richiesta (prima in commissione controllo e garanzia poi con il consiglio tematico) ha visto aprirsi una discussione sul tema. Chiediamo all’amministrazione maggior tempo per individuare un’area più conforme al progetto (come quella nel centro sportivo di Rivabella – creando così una cittadella dello sport multi attrezzata), che superi le difficoltà messe in luce, e che sia il miglior progetto per l’interesse della città tutta”.

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