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Domenica, 14 Aprile 2024
Politica

Offese sessiste su internet contro Raffaella Sensoli, bufera sull'ex candidato sindaco Lucio Paesani

Scoppia la bufera su Facebook a causa di un post offensivo e sessista di Lucio Paesani, ex candidato a sindaco di Rimini, contro Raffaella Sensoli, ex consigliere regionale dei 5 stelle

Scoppia la bufera su Facebook a causa di un post offensivo e sessista di Lucio Paesani, ex candidato a sindaco di Rimini, contro Raffaella Sensoli, ex consigliere regionale dei 5 stelle e fresca di nomina del Cda di Start Romagna. A scatenare la tempesta è stato un commento di Paesani che, nel commentare il nuovo incarico della Sensoli, ha usato frasi molto pesanti e offensive. Diverse le reazioni tra cui quella di Marco Tonti di Rimini Coraggiosa che in una nota stampa ha dichiarato: "Mi è capitato di leggere commenti che non saprei come altro definire se non come discorsi d’odio intriso di sessismo. Sotto il post di un utente Facebook che commentava la recente nomina di Raffaella Sensoli nel CDA di Start Romagna, l’ex candidato sindaco Lucio Paesani in un afflato di maschilismo tossico ci ha tenuto a far sapere pubblicamente la sua opinione".

Sempre Tonti: "Non ripeto l’insinuazione così come scritta, perché certe parole ripugnanti è meglio rimangano sepolte, ma l’uomo che voleva amministrare Rimini accusa Raffaella Sensoli di aver ottenuto il posto nel CDA tramite prestazioni sessuali basate sul cliché dell’uomo seduto alla scrivania del potere e della donna che “si presta” per averne qualche briciola. Quello che scrive non è esplicito, ma inequivocabile. Mi chiedo se nel 2022, in una città ad alto grado di civiltà come Rimini, ci si possa ancora esprimere in questi termini pubblicamente sentendosi legittimati a farlo, come evidentemente si sente il signor Paesani visto che lo stesso concetto è stato da lui ribadito più volte pur con le tristemente note variazioni sul tema".

"Raffaella Sensoli - prosegue Tonti - con la sua esperienza e competenza sarà perfettamente in grado di difendersi da queste infamie, ma gli strumenti legali per farlo purtroppo sono molto limitati. Se il DDL Zan fosse stato approvato, oggi questo atto sarebbe valutato differentemente e probabilmente avrebbe fatto passare la voglia a molti altri di esprimersi in quel modo ripugnante. Non sorprende che la parte politica cui Paesani fa riferimento abbia gioito per la bocciatura della legge in senato. Vorrei concludere, oltre che consegnando la mia solidarietà a Raffaella Sensoli, sottolineando quanto questo sia uno degli effetti del minimizzare la violenza sessista. Non chiamiamo anche questo fatto goliardia, per carità. Diamo il giusto peso alle parole, perché le parole rappresentano la cultura in cui viviamo e ne tracciano il futuro".

Dal canto suo la Sensoli si è limitata a un post sul suo profilo Facebook citando Umberto Eco: "I social permettono alle persone di restare in contatto tra loro, ma danno anche diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano al bar dopo un bicchiere di vino e ora hanno lo stesso diritto di parola dei Premi Nobel”.

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