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Oltre 3mila persone in piazza Cavour per Pier Luigi Bersani

Piazza Cavour gremita per l'intervento di Pier Luigi Bersani a Rimini, con oltre 3mila persone che dalle 16.30 alle 19.30 hanno partecipato alla manifestazione

Piazza Cavour gremita per l'intervento di Pier Luigi Bersani a Rimini, con oltre 3mila persone che dalle 16.30 alle 19.30 hanno partecipato alla manifestazione “Il coraggio dell'Italia, 10 idee per cambiare” organizzata per accogliere in città il segretario nazionale del Partito democratico. Dopo l'introduzione musicale del Duo Radio, il discorso di Bersani è stato introdotto dal saluto del segretario provinciale PD Rimini, Emma Petitti, da quello del sindaco Andrea Gnassi e dall'intervento del politologo Carlo Galli, promotore del “Manifesto della cultura per Bersani”.

“Siamo qui per celebrare una festa di democrazia e partecipazione – ha esordito Petitti -, realizzata grazie a gente vera, in carne ed ossa, non isolata dietro ad uno schermo televisivo o a scrivere dietro a un computer. Questa piazza assieme alle altre piazze del Paese che Bersani sta simbolicamente riunendo da nord a sud, rappresentano il fatto che dalla crisi è possibile uscire insieme, riunendo il nord e il sud, il lavoro e l’impresa, i padri, le madri e i figli. Il riformismo è l’unico antidoto al populismo a cui è antitetico”.

“Un grande partito riformista deve avere fiducia nella sua gente – ha affermato Bersani in apertura del suo intervento – Ho voluto primarie aperte e ci stanno facendo bene, grazie a questa iniziativa il partito sta meglio, cresce, e sta meglio anche l'Italia. Il partito è uno strumento, l'oggetto vero è l'Italia, gli italiani. Affido a voi il buon risultato di queste primarie, il punto principale è che ci sia grande partecipazione. No abbiamo chiaro in testa cosa diremo e faremo, in una situazione che è la più difficile dal dopoguerra ad oggi. Due sono le parole: moralità e lavoro. Bisogna incominciare dalla prima, sennò anche per la seconda non si può fare niente, e noi vogliamo concentrare sul lavoro tutto quello che facciamo”.


“Basta con gli effetti speciali, ne abbiamo già avuti abbastanza – ha proseguito il segretario nazionale PD -. Abbiamo valori moderni, dobbiamo tradurli in idee, programmi realistici, pragmatici, dove si vede la direzione, il senso di marcia, il senso morale di quel che facciamo. Si torna all'economia reale e a fare star bene un po' tutti, miracoli non se ne fanno, ma questo è il concetto. Senza radici foglie nuove non ne vengono: se ci sono, sono foglie degli altri. Penso che attraverso la soldarietà e un'azione collettiva si cresce, questa è la radice nostra: il collettivo produce crescita, l'idea che uno non si salva da solo, che uno sta bene solo se anche l'altro sta un po' bene”.

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