Opere pubbliche, salvi gli interventi per la sicurezza del territorio

Un provvedimento richiesto nei giorni scorsi dal deputato Pd riminese Tiziano Arlotti, che aveva fatto proprio l'appello di Anci e Ance, e che avrà ricadute positive per i 13 Comuni che nella provincia di Rimini contano meno di 5000 abitanti

Con il via libera del Senato al decreto "Milleproroghe" slitta al 30 giugno di quest'anno la centrale unica di committenza per i piccoli Comuni. Un provvedimento richiesto nei giorni scorsi dal deputato Pd riminese Tiziano Arlotti, che aveva fatto proprio l'appello di Anci e Ance, e che avrà ricadute positive per i 13 Comuni che nella provincia di Rimini contano meno di 5000 abitanti (Casteldelci, Gemmano, Maiolo, Mondaino, Montecolombo, Montefiore, Montegridolfo, Montescudo, Pennabilli, Saludecio, San Leo, Sant'Agata e Talamello).

"In coerenza con lo slittamento del termine per l'obbligatorietà delle funzioni fondamentali dei piccoli comuni inserito nel dl Delrio, grazie al lavoro di squadra fatto a palazzo Madama il decreto Milleproroghe sposta al 30 giugno 2014 l'obbligo dell'utilizzo della centrale unica di committenza per l'acquisizione di lavori, servizi e forniture da parte dei Comuni sotto i 5mila abitanti - riferisce Arlotti -. Sono inoltre fatti salvi i bandi e gli avvisi di gara pubblicati a far data dal 1 gennaio 2014 fino alla data di entrata in vigore della legge di conversione dello stesso decreto".

Si tratta di una proroga importante per il mercato delle opere pubbliche, commenta il deputato. "I nostri piccoli Comuni potranno mettere in gara opere fondamentali per la tutela, salvaguardia, messa in sicurezza idraulica del territorio e per l'edilizia scolastica, interventi che complessivamente ammontano a diversi milioni di euro e che rappresentano ossigeno per le nostre imprese. Le nuove disposizioni sulla centrale unica stavano causando grosse difficoltà alle amministrazioni locali a causa dell'interpretazione delle nuove norme e per motivi legati agli aspetti organizzativi e alle risorse disponibili nei piccoli Comuni. Senza lo slittamento di sei mesi anche le amministrazioni locali con progetti in stato avanzato e pronti per il bando si sarebbero trovate in difficoltà. Ora invece sono nelle condizioni di poter mettere in gara gli interventi, creando opportunità di lavoro per aziende locali e addetti".

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