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Parco eolico, Gloria Lisi: "No al progetto riminese, sì all'impianto offshore"

La candidata sindaco: "Disponibili a valutare un impianto eolico oltre i 22 chilometri dalla costa, ma contrari ad aerogeneratori alti oltre 200 metri a soli 10-12 chilometri dalla spiaggia"

Si torna a parlare del parco eolico al largo delle coste riminesi. La candidata sindaco Gloria Lisi si espone, infatti, a favore dell'impianto offshore. "Siamo favorevoli all’eolico offshore, che riteniamo un’importante opzione per arrivare ad una completa decarbonizzazione del nostro Paese, ma questi impianti devono essere costruiti molto più al largo per non stravolgere il nostro paesaggio, garantire un impatto ambientale minimo e non pregiudicare la sicurezza della navigazione".

La candidata sindaco critica invece l'altro progetto "che prevede l'installazione di aerogeneratori alti oltre 200 metri a soli 10/12 chilometri delle coste riminesi. L’impatto paesaggistico su un territorio come il nostro a vocazione turistica è assolutamente inaccettabile - afferma Lisi - Davvero si fatica a comprendere perché il progetto riminese, ubicato davanti ad una delle più importanti località turistiche italiane, sia pensato a soli 10 chilometri dalla costa mentre i due progetti eolici confinanti, Ravenna e Fano, siano progettati ad una distanza più che doppia, cioè 24 chilometri, ossia oltre le 13 miglia marine".

"Sul tema c’è piena sintonia con il MoVimento 5 Stelle che grazie al senatore Marco Croatti ha presentato, proprio in tal senso, osservazioni alla Capitaneria di Porto durante l’iter della concessione demaniale e a Roma ha avuto confronti con il Ministero della Transizione Energetica - conclude Gloria Lisi - Quello della sostenibilità ambientale è un tema su cui i comuni e le comunità locali, al di là dei grandi impianti industriali, possono svolgere un ruolo estremamente importante. In questo senso nel nostro programma politico definiamo le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) il fulcro centrale con cui concretizzare i concetti di tutela ambientale, sviluppo economico e coesione sociale, in un'ottica di condivisione partecipata ed inclusiva che si incardina in ciò che dal punto di vista normativo, civile e morale, siamo chiamati a fare, nell'attuale quadro Europeo e nazionale dell’agenda 2030".

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