Unioni civili, in Prima Commissione parere favorevole al regolamento

Il regolamento prevede che l'amministrazione comunale rilasci, su richiesta degli interessati, l'attestato di "unione civile basata su vincolo affettivo", inteso come reciproca assistenza morale e materiale

Con il voto favorevole della maggioranza e del Movimento 5 Stelle e il voto contrario del Pdl, la I commissione ha dato parere favorevole al “regolamento per il riconoscimento delle unioni civili”, un atto che nasce per tutelarle e sostenerle e per superare situazioni di discriminazione e favorirne l’integrazione nel contesto sociale, culturale, economico della comunità riminese. Il regolamento prevede che l’Amministrazione comunale rilasci, su richiesta degli interessati, l’attestato di “unione civile basata su vincolo affettivo”, inteso come reciproca assistenza morale e materiale.

Possono richiedere di essere iscritte nel registro delle unioni civili due persone maggiorenni, di sesso diverso o dello stesso sesso, residenti e coabitanti nel Comune di Rimini. Chi si iscrive al registro è equiparato al “parente prossimo del soggetto con cui si è iscritto” ai fini della possibilità di assistenza. Il cessare della situazione di coabitazione o di residenza nel Comune di Rimini determina la cancellazione d’ufficio dal registro.

“Il regolamento discusso oggi in commissione e che approderà dopo Pasqua in consiglio comunale non è un mero atto simbolico, ma è un atto politico con ricadute concrete, reali – sottolinea l’assessore ai Servizi al Cittadino Irina Imola - Innanzitutto si tratta di un documento espressione dell’autonomia comunale, che non va in contrasto con regolamenti sovraordinati e dunque inattaccabile dal punto di vista legislativo. Secondo, non è solo una dichiarazione d’intenti, ma è un atto pratico con il quale ci avviamo a sostenere le unioni civili in alcuni campi come la casa, l’assistenza sanitaria, i servizi sociali, evitando condizioni di svantaggio economico e sociale".

"E’ una prima importante risposta alle donne e agli uomini che chiedono semplicemente di avere pari opportunità, in attesa che finalmente si sblocchi qualcosa a livello nazionale - chiosa Imola -. Il regolamento comunale infatti da solo non basta a colmare un vuoto legislativo che pone il nostro Paese ancora tra i più arretrati in materia di diritti alla persona. Guardiamo con fiducia all’accelerazione compiuta proprio in questi giorni dal Parlamento sul tema delle unioni civili, confidando che si arrivi in tempi rapidi ad elaborare una legge che spazzi via ogni ambiguità. Il dibattito non è dei più semplici, ma le differenze di vedute non possono essere un freno alla nostra democrazia".

"A tal proposito – conclude l’assessore Imola - ringrazio i consiglieri, per il confronto importante che è stato avviato nelle ultime settimane, su un argomento che, per il valore che ricopre, deve essere il più condiviso possibile”. "Il Comune di Rimini fa un passo importantissimo che è sia simbolico che politico. Simbolicamente mostra ai cittadine e cittadini che il Comune, la più "vicina" delle istituzioni, è inequivocabilmente dalla loro parte ed è consapevole dei loro bisogni e diritti", dichiara Marco Tonti, presidente di Arcigay "Alan Turing" Rimini.

"Il messaggio è anche politico perché ribadisce che la legge Cirinnà sulle unioni civili in discussione al Senato deve essere difesa dai soliti attacchi beceri e strumentali, e che deve almeno (come i registri riminesi) riguardare "la casa, la sanità, le politiche giovanili e per gli anziani, lo sport, la formazione, i diritti e la partecipazione, i trasporti" - continua Tonti -. Anche se questo elenco è ampio non bisogna dimenticare che la dignità scaturisce solo dall'uguaglianza, e perciò, pur con tutta la soddisfazione per l'approvazione dei registri, rimarchiamo che l'obiettivo finale è l'estensione completa dei matrimoni civili anche alle coppie omosessuali, come già avviene in molti paesi europei".

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"Crediamo che gli effetti sul turismo non mancheranno, perché Rimini oggi dimostra di essere consapevole che un clima accogliente ed egalitario è la base per richiamare un turismo di alto profilo, di simpatizzanti, di single e di famiglie omosessuali anche con figli. Suggeriamo quindi al Comune di continuare esplicitamente il suo impegno con campagne e attività a favore anche del turismo lesbico e gay, promuovendo con le strutture turistiche l'accoglienza delle loro famiglie. Arcigay Rimini offre la sua collaborazione per favorire questo percorso, perché Rimini sia la capitale del turismo e anche dei diritti", conclude il presidente dell'associazione.

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