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Pecci (Lega): "Ogni legislatura il suo scandalo: ora Acquarena e Tecnopolo"

Il capogruppo del carroccio in consiglio comunale: "Siamo stati i soli a chiedere di chiarire quanto l'ex assessore aveva denunciato. Da soli abbiamo combattuto e gridato lo scandalo"

Dopo la decisione del gip del Tribunale di Rimini, che ha rinviato a giudizio 18 persone tra faccendieri, dipendenti comunali e imprenditori implicati nell'indagine Tecnopolo-Acquarena, il capogruppo della Lega in consiglio comunale interviene sulla vicenda ricordando che "Siamo stati i soli a chiedere di chiarire quanto l'ex assessore aveva denunciato. Da soli abbiamo combattuto e gridato lo scandalo". Nel suo intervento Marzio Pecci spiega che "Sarà dunque la Magistratura a giudicare sul primo troncone dell'indagine sugli scandali di Acquarena e Tecnopolo. Per il secondo troncone l’indagine prosegue presso la DDA di Bologna. Sulla vicenda, diverse volte abbiamo sollecitato l’Amministrazione comunale ed il Sindaco a chiarire, sotto il profilo politico, le ragioni per le quali era consentito, ad una persona estranea all’amministrazione, di frequentare il Palazzo Garampi entrando ed uscendo dagli Uffici come fosse casa propria. Le domande formulate con interrogazioni, con comunicati alla stampa e nel Consiglio comunale tematico sono rimaste senza risposta. Anzi, la reazione alle legittime  richieste di chiarimento della Lega è stata la minaccia verso il Capogruppo di denunce e querele. I progetti Acquarena e Tecnopolo sono stati chiacchierati fin dall’inizio per le modalità dell’appalto e del suo affidamenti".

"L’ex assessore della Giunta Gnassi, Roberto Biagini - aggiunge l'esponente leghista - ha avuto il coraggio di portare alla luce il malaffare, con il suo esplicito esposto alla Procura della Repubblica e la Lega, per quattro anni, ha insistentemente chiesto che Sindaco e Giunta fornissero spiegazioni al riguardo. Purtroppo le spiegazioni non sono mai pervenute. Nessuno può esultare per il rinvio a giudizio di 18 persone, ma chi amministra ha il dovere di spiegare le ragioni di quanto accaduto, soprattutto per il numero delle persone coinvolte. Non sarà sufficiente dire che bisognerà attendere fiduciosi la decisione del Tribunale, ma chi ha le responsabilità politiche dell’amministrazione comunale avrà il dovere di assumere gli opportuni provvedimenti contro chi ha sbagliato. La responsabilità politica ed amministrativa, di quanto accaduto, come confermato dalla indagine della Procura della Repubblica ricade sugli amministratori e, quindi, sul Sindaco che hanno predisposto un bando che non è stato in grado di  garantire alla città la buona esecuzione dell’opera".

"Chi amministra - ricorda Pecci - ha il dovere di tenere comportamenti leciti ed è per questa ragione che abbiamo criticato e censurato, in sede di Commissione di Controllo e Garanzia ed in Consiglio Comunale, il comportamento delle persone a vario titolo coinvolte nelle indagini. Nessuno di chi ricopre incarichi pubblici può rifiutarsi di fornire le spiegazioni circa la regolarità dello svolgimento delle procedure per la scelta dei contraenti per l’esecuzione degli appalti. Il comportamento omissivo del Sindaco e degli amministratori è lesivo dei diritti dei cittadini e va censurato, con fermezza, sotto il profilo dell’etica politica. L'arroganza e la strafottenza mostrata nella vicenda in discussione sfiora il senso di impunità, ma siamo certi che nel 2021, la Lega interromperà tale modo di amministrare la città".

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