Pesca, l'onorevole Arlotti: "Il Governo intervenga a sostegno del comparto"

Il sollecito arriva dal deputato Pd romagnolo che in febbraio aveva partecipato alla manifestazione della marineria riminese

Il Governo intervenga per correggere le sanzioni a carico dei pescatori, ripartire le quote per la pesca del tonno rosso e superare gli ostacoli alla piena attuazione del Fondo europeo per la pesca 2014-2020. E’ il sollecito che arriva dal deputato Pd romagnolo Tiziano Arlotti, che in febbraio aveva partecipato alla manifestazione della marineria riminese in mobilitazione e che fa proprie le richieste avanzate nei giorni scorsi dalla Conferenza delle regioni. “I problemi che ancora interessano la pesca marittima rischiano di ridurre o azzerare del tutto l’efficacia degli interventi previsti dal Feamp a sostegno del comparto – esordisce Arlotti -. Un settore che in Emilia-Romagna conta oltre 2000 imprese attive nel settore dell’acquacoltura e circa 700 che praticano pesca marina, ormai da anni in una perdurante situazione di difficoltà”.

Arlotti sollecita l’intervento del Governo per correggere l’attuale sistema di sanzioni a carico delle imprese di pesca, già oggetto di interventi e interrogazioni da parte del deputato. “Nato per contrastare il grave fenomeno della pesca illegale, prevede infatti in molti casi multe sproporzionate rispetto a infrazioni di lieve portata e spesso accidentali, come nel caso di quelle inflitte a chi raccoglie vongole sotto misura rispetto ai parametri fissati dall’Ue”.

Nei casi più gravi, come per la pesca del tonno, le sanzioni possono arrivare fino a 150 mila euro. “E’ urgente la ripartizione delle quote di pesca aggiuntive per il tonno rosso decise dall’Ue per il triennio 2015-2917 – aggiunge Arlotti -, a fronte di un aumento della presenza di questa specie nell’Adriatico. Il Governo deve ridefinire la disciplina delle catture accidentali o accessorie del tonno rosso per tenere conto delle richieste della pesca artigianale”. Il deputato invita infine l’esecutivo a ripristinare, con nuove modalità organizzative, l’operatività della Commissione consultiva centrale della Pesca e del Mare, “che rappresentava un’importante sede di confronto e di proposta tra diversi livelli istituzionali e rappresentanti dei produttori”.

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