Petitti (PD) firma appello per provvedimento urgente 'sblocca appalti' del Governo

Il deputato PD riminese Emma Petitti si fa portavoce delle rimostranze di tanti enti locali che denunciano il mancato recepimento della richiesta fatta dall’Anci di prorogare l’entrata in vigore della centrale unica appaltante

Il deputato PD riminese Emma Petitti si fa portavoce delle rimostranze di tanti enti locali che denunciano il mancato recepimento della richiesta fatta dall’Anci di prorogare l’entrata in vigore della centrale unica appaltante, e sottoscrive insieme ai colleghi un appello affinché il Governo emani un provvedimento d’urgenza che renda immediatamente in vigore tale proroga.

“Anche inserendo la proroga nei prossimi decreti “Competitività” o “P.A”, nel migliore dei casi i nostri Comuni saranno paralizzati per almeno un altro mese – osserva Petitti –, e proprio mentre in Europa ci battiamo perché la spesa in conto capitale dei nostri enti locali sia sottratta dai vincoli del patto di stabilità e mentre parte il Piano per la ristrutturazione dei plessi scolastici che rischia anch’esso, per tale rigidità, di subire una brusca battuta di arresto. Dobbiamo perciò insistere perché il Governo, superando le riserve di qualche suo esponente, riveda il proprio orientamento e ascolti quest’appello portando al prossimo Consiglio dei ministri una misura 'sblocca appalti'”.
 
Il rischio di blocco deriva dalla legge 89/2014, che ha introdotto a partire dallo scorso 1° luglio il divieto per i Comuni non capoluogo di provincia di acquisire lavori, servizi e forniture in assenza di una centrale unica di committenza. Le Stazioni appaltanti potranno essere al massimo 35 su tutto il territorio nazionale invece delle circa 32 mila al momento esistenti. “I Comuni non capoluogo per bandire delle gare dovranno, dunque, riunirsi in unioni di Comuni – spiega la parlamentare -. In alternativa potranno avvalersi di un consorzio, ricorrere ad uno dei soggetti aggregatori o effettuare la gara telematica tramite Consip o un’altra centrale di committenza. L'Anci ha denunciato che la norma sta provocando il sostanziale blocco delle gare d'appalto, paralizzando anche attività già in parte avviate dai Comuni. E’ necessaria perciò una proroga del termine: Anci propone ad esempio lo slittamento dell'obbligo al 1° gennaio 2015 per quanto riguarda l'acquisizione di beni e servizi e al 1° luglio 2015 per quanto riguarda l'acquisizione di lavori”.

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