Petitti: “Voto di fiducia al governo Renzi, priorità tagliare le tasse sul lavoro”

"Il lavoro si aiuta solo con una forte iniezione di risorse centrali e locali per aiutare lo sviluppo e per condurre politiche espansive che investano in infrastrutture e diritto allo studio, come ovunque nel mondo si è fatto per sconfiggere la crisi”.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RiminiToday

“Dopo la fiducia ottenuta  al Senato, il voto che daremo alla Camera segnerà l'inizio dell'attività del nuovo governo Renzi. I temi dell'occupazione e dell'impresa dovranno essere al primo posto: se non affiancheremo alle riforme istituzionali quelle sociali che mettano radicalmente al centro il lavoro da creare e difendere, diritti e politiche industriali per puntare sulla tecnologia e la qualità, non ripartiremo.
Ci aspettiamo che si apra una stagione nuova per dare risposte agli italiani e al territorio a partire dallo sviluppo e dalla crescita. Ricordo che le criticità sul versante occupazionale, che nei primi anni della crisi economica avevano coinvolto prevalentemente la manifattura e l’edilizia, interessano ormai tutto il sistema produttivo riminese, con variazioni negative su base annua che nel 2013 sono state addirittura maggiori di quelle rilevate nel primo anno della crisi economica. Significa 1.035 lavoratori licenziati, a cui vanno aggiunti oltre 9 milioni ore di cassa integrazione nel 2013, di poco inferiori al 2012.

Per ripartire sarà decisivo l'intervento sul cuneo fiscale: un taglio netto alle tasse sul lavoro per far costare di meno la manodopera e lasciare ai lavoratori buste paga più pesanti. Va portata avanti anche la decontribuzione dei contratti di solidarietà, oggetto di una specifica proposta di legge da me sottoscritta. Con 10 miliardi per tagliare il cuneo fiscale, ad esempio, a chi ha un reddito di 30mila euro nell'arco dell'anno si potranno dare 500-600 euro in più in busta paga. A sostegno delle imprese l'obiettivo deve essere ridurre del 10% l'Irap.

Le risorse devono venire in primo luogo da una riduzione della spesa pubblica: è possibile recuperare 5-6 miliardi nell'arco di 12 mesi intervenendo sui consumi intermedi della Pubblica amministrazione e sull'organizzazione dello stato centrale, ma anche rendendo razionali ed efficaci i sussidi alle imprese. Un altro grande tema da affrontare subito è quello del patto di stabilità che soffoca soprattutto i Comuni virtuosi. Va sbloccato per far ripartire le piccole opere cantierabili del territorio che inducono lavoro di carattere artigiano e di manutenzione e sono leve importanti della ripresa. Il lavoro si aiuta solo con una forte iniezione di risorse centrali e locali per aiutare lo sviluppo e per condurre politiche espansive che investano in infrastrutture e diritto allo studio, come ovunque nel mondo si è fatto per sconfiggere la crisi”.

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