Pizzolante: "Prospettare alleanza con la destra è una fantasia"

Il candidato alla Camera per il centrosinistra a Rimini, commenta quello che si annuncia come un testa a testa con Elena Raffaelli della Lega Nord e Giulia Sarti del Movimento 5 Stelle

"Non voglio fare proiezioni sui dati emersi nei sondaggi di oggi, non vorrei montarmi la testa". Sergio Pizzolante, candidato alla Camera per il centrosinistra a Rimini, commenta così quello che si annuncia come un testa a testa con Elena Raffaelli della Lega Nord e Giulia Sarti del Movimento 5 Stelle. E con l'ex sindaco di Rimini Giuseppe Chicchi quarto incomodo per Liberi e uguali. Pizzolante ricorda poi che alle ultime amministrative Patto civico era dato a Rimini al 4%-5% e a Riccione al 7%, e invece ha preso rispettivamente il 14% e il 15%. Di certo, chiarisce, ci sarà da "correre molto e correrò". Il parlamentare romagnolo si dedica poi allo stesso Chicchi e ai leader M5S, Luigi Di Maio, e Lega Nord, Matteo Salvini, in transito elettorale per la riviera. Se Chicchi sostiene che la candidatura di Pizzolante favorisca "un governo del Pd con la Destra", quest'ultimo fa un passo indietro nella storia tornando al pentapartito degli anni Novanta, che dopo un anno andò in crisi. "E Chicchi voleva fare con me l'alternativa di sinistra". Così andarono insieme nella sede del "partitone di Bologna", con Pizzolante però contrario ai "ribaltoni. L'aveva già fatto lui, aveva già in tasca l'accordo con il centro destra di Rimini di allora, la Dc". Insomma "Chicchi fregò me e i suoi elettori ai quali diceva alternativa di sinistra pensando alla Dc". E ora vuole concedere il bis, denunciando "scenari fantasiosi", ma "avendo in tasca l'obiettivo vero, far vincere la Lega o i 5 stelle contro il suo ex partito", il Pd. 

Poi Pizzolante punta il dito sui due leader Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il primo venuto qualche settimana fa a Rimini a dire che "c'è bisogno di una legge nazionale sulle spiagge fregandosene dell'Europa", il secondo oggi in città a "sostegno della sua candidata No-Bolkestein". La Lega Nord "quando fu recepita la Bolkestein, legge 26 Marzo 2010, era al governo", attacca. E Salvini "dirà le cose che sappiamo, cioè che si può pagare solo il 15% di tasse, che i vaccini si possono non fare, che l'immigrazione con lui si bloccherebbe". Per cui, conclude Pizzolante, "sulle spiagge dimostriamo che la Lega quando governa dice una cosa e quando sta all'opposizione sostiene l'opposto. Salvini è un Di Maio con la felpa". 

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