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Popolo della Famiglia, De Vita si dimette da referente locale: "Colpa delle posizioni no-vax di Adinolfi"

"Pur essendo contrario all’obbligo vaccinale del governo Draghi, penso che il vaccino rappresenti il principale strumento di contrasto al Covid e quindi ritengo sbagliato e politicamente irresponsabile minare la credibilità dell’azione vaccinale"

"Mi dimetto da referente locale del Popolo della Famiglia". Ad annunciarlo in una nota stampa è Sergio De Vita, che ha spiegato le motivazioni che lo hanno indotto a questa scelta: "Le posizioni 'no-vax' assunte nelle ultime settimane dal presidente del Popolo della Famiglia, Mario Adinolfi, rese note attraverso interventi su vari organi di informazione, mi inducono a prendere le distanze dal movimento politico che ho rappresentato, a livello locale, dal 2016 ad oggi".

"Pur essendo contrario all’obbligo vaccinale del governo Draghi - precisa De Vita - penso che il vaccino rappresenti il principale strumento di contrasto al Covid e quindi ritengo sbagliato e politicamente irresponsabile minare la credibilità dell’azione vaccinale in corso nel nostro paese. Questo non mi impedisce di essere critico sul modo in cui il governo in questi due anni ha affrontato i problemi sociali connessi alla pandemia, a cominciare dalla scuola e dal lavoro".

Si esaurisce così, per De Vita, un quinquennio di attività politica sotto le insegne del Popolo della Famiglia. "I princìpi che hanno ispirato le battaglie di questi anni, a partire dal Family Day, continuo a ritenerli come necessari per la costruzione di una società giusta - conclude - Dio sa se e come tutto ciò che ho fatto porterà un frutto di bene. Ringrazio con affetto e riconoscenza tutti coloro che in questi anni hanno condiviso con me, in modo generoso, questa militanza".

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