Martedì, 23 Luglio 2024
Politica

Poste, flop della consegna a giorni alterni: Arlotti interroga il ministero

Complessivamente, in base al piano reso noto lo scorso anno, la sperimentazione dovrà interessare in 3 tranche il 25 per cento dei comuni italiani sotto i 30 mila abitanti

Centocinquanta quintali di posta in giacenza in Emilia-Romagna, 800 kg nella sola Cattolica: la sperimentazione avviata da Poste Italiane per la consegna a giorni alterni è assolutamente da rivedere. Lo chiede il deputato Pd riminese Tiziano Arlotti, che ha presentato un’interrogazione al ministero dello Sviluppo economico sui disagi causati a cittadini e lavoratori, e che venerdì sera prenderà parte all’iniziativa pubblica in programma nella sede dei sindacati a Rimini. 

Arlotti già in più occasioni era intervenuto con segnalazioni e interrogazioni per chiedere di scongiurare la possibilità di realizzare la consegna della posta a domicilio per giorni alterni, paventando disagi e disservizi che si sono puntualmente verificati con l’avvio della sperimentazione in Emilia-Romagna. “Secondo quanto segnalato dalle Organizzazioni sindacali, al di là dei prevedibili disagi iniziali, il nuovo modello si sarebbe dovuto normalizzare al massimo entro le prime due settimane, mentre si registrano al momento ancora carenze notevoli con circa 150  quintali di posta in giacenza in tutta la regione Emilia-Romagna (caso limite gli oltre  800 kg nella città turistica di Cattolica in provincia di  Rimini, dove saranno progressivamente interessati dalla sperimentazione 14 comuni su 26, ovvero tutta l'alta Valmarecchia e la Valconca dove si trovano i comuni già più svantaggiati) – ricorda il deputato -. I sindacati segnalano inoltre le condizioni di lavoro degli addetti al recapito a un mese dalla partenza dei primi centri di recapito (mancanza di casellari appropriati, appoggi consoni ai nuovi itinerari, sistema degli orari ecc.) nonché una carenza ormai cronica di organico registrata negli uffici, dove da mesi si attende il trasferimento di unità operative dal servizio di recapito alla sportelleria”.

Complessivamente, in base al piano reso noto lo scorso anno, la sperimentazione dovrà interessare in 3 tranche il 25 per cento dei comuni italiani sotto i 30 mila abitanti e sotto i 200 abitanti di densità km/q, coinvolgendo oltre 5.200 comuni su poco più di 8.000 e oltre 15 milioni di cittadini. “Dopo la prima fase, nel caso in cui si verifichino criticità, l'autorità per le Garanzie nelle comunicazioni ha il potere di intervenire inibendo l'ulteriore prosecuzione del recapito a giorni alterni o stabilendo particolari condizioni volte a salvaguardare la regolarità del servizio o la realizzazione degli obiettivi previsti di contenimento dei costi – evidenzia Arlotti -. Con l'adozione di questo nuovo piano da parte di Poste italiane, l'Italia, rischia inoltre una procedura d'infrazione da parte dell'Unione europea. Anche la Federazione italiana settimanali cattolici ha più volte espresso la propria contrarietà all'eventuale recapito a giorni alterni, che sta penalizzando la puntualità della consegna dei quotidiani e periodici a casa degli abbonati”. Poste italiane riceve da tempo un contributo dallo Stato per coprire parte dei costi del servizio universale, conclude il deputato, chiedendo al ministero di intervenire urgentemente aprendo un confronto l'azienda per rivedere il piano di riorganizzazione e continuare a garantire il servizio postale universale quotidianamente, risolvendo risolvere una situazione penalizzante e incoerente rispetto agli obiettivi e alla qualità del pubblico servizio.

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