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Presentata in Consiglio regionale la nuova legge urbanistica

Relatore il consigliere del Pd Giorgio Pruccoli: "Partiamo da un consumo di suolo enorme e andiamo a tagliarlo"

Nella giornata di martedì l’Assemblea regionale dell'Emilia Romagna ha affrontato l’esame del progetto di legge sulla “Disciplina regionale sulla tutela e l’uso del territorio”, in pratica, la nuova legge urbanistica regionale, della quale è stato relatore di maggioranza il consigliere Pd Giorgio Pruccoli. “Questa nuova legge urbanistica non è un restyling della vecchia Legge 20 – ha iniziato Pruccoli – ma riprende i paradigmi di questa a tutela del territorio, rilanciandoli nella cornice dell’attuale situazione socio-economica che richiede il rilancio del settore edilizio spingendo verso la rigenerazione urbana. La foto più aggiornata del territorio emiliano-romagnolo ci propone un consumo potenziale del territorio vasto quanto due città di Bologna. Per questo la nuova legge riduce di oltre il 60% le previsioni urbanistiche già approvate. Così, una delle sfide per gli amministratori locali sarà il cambiamento dei piani regolatori comunali, seguendo quelle che saranno le due parole d’ordine del futuro: qualità e rigenerazione urbana”.

La legge si muove su quattro assi portanti: la tutela del territorio; il rispetto per l’ambiente; lo stimolo allo sviluppo e l’attenzione all legalità. “Gli obiettivi sono molteplici. Il primo, come detto, è la riduzione delle previsioni urbanistiche già approvate. Si vuole abbattere del 60% i 250 km quadrati attualmente previsti. Si pensa di ottenere questo risultato adottando un unico strumento: il Piano Urbanistico Generale (Pug) che andrà a sostituire i vari Poc, Rue, Pua, ecc. All’interno del Pug, un Comune godrà del 3% di espansione massima fuori dal territorio urbanizzato fino al 2050. Dentro questo 3% potranno starci solo nuovi insediamenti produttivi e il residenziale ma solo se collegato a progetti di rigenerazione urbana e a residenziale sociale (Ers). Deroghe sono ammesse per la costituzione di parchi urbani e la costruzione di opere pubbliche; per ampliamenti d’insediamenti produttivi utili a completare la produttività di un’azienda; per nuovi insediamenti produttivi d’interesse strategico regionale o nazionale e per fabbricati utili alle imprese agricole. I Comuni avranno tre anni di tempo peradeguarsi (entro il novembre 2020)”.

“Altro obiettivo della legge - prosegue Pruccoli - la rigenerazione urbana e la riqualificazione degli edifici. Queste vengono promosse attraverso contributi regionali a fondo perduto per i progetti di rigenerazione sull’esempio della trasformazione delle periferie disagiate in quartieri ad alto tasso di servizi e vivibilità che si vede in tanti Paesi della Ue. Perché il buon disegno della città è una buona prevenzione nei confronti della marginalità. La legge prevede anche incentivi fiscali, volumetrici e procedure semplificate soprattutto per la demolizione in deroga. Ancora: la valorizzazione del territorio agricolo. Sarà possibile costruire tutti i fabbricati strumentali che serviranno alle aziende e vi saranno incentivi per la demolizione dei fabbricati dismessi. Poi: il promuovere la qualità dei progetti (agricoli o urbani), attraverso lo scomputo dei contributi di costruzione fino al 50% dei costi sostenuti”.

“Altro tema portante - sottolinea il relatore - sarà la pianificazione che non sarà più “a cascata” (dalla Regione al Comune) ma per competenze. Ovvero, la Regione assommerà nel Piano territoriale regionale anche il Piano paesistico e il Piano integrato dei trasporti (Prit). Province, città metropolitane e Aree Vaste si occuperanno dei rispettivi Piani territoriali mentre i Comuni, come detto, avranno un unico Piano comunale, il Pug. Poi, questa nuova legge urbanistica, che prevede un deciso protagonismo dei privati ma sempre con la regia pubblica, afferma fortemente i principi di legalità e trasparenza. Sono numerosi gli emendamenti che vanno in questo senso. Lo fa recependo le disposizioni dell’Anac (Agenzia nazionale anti corruzione); richiedendo ai privati la certificazione antimafia, informative su eventuali conflitti d’interesse e relazioni sulla trasparenza degli effetti economici di quanto si propone. E’ stato fatto il massimo possibile per creare le condizioni perché i comportamenti non conformi siano perseguiti e puniti. Con questo progetto i Comuni potranno terminare quanto previsto con la precedente Legge 20 o adeguarsi alla nuova legge nel giro di tre anni. In sintesi finale – conclude Pruccoli - partiamo da un consumo di suolo enorme e andiamo a tagliarlo grazie a una legge adeguata ai tempi che prova a dare risposte giuste e con i giusti stimoli per un settore che ha perso tanti posti di lavoro”.

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