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Presunte molestie all'adunata degli Alpini: scoppia la bagarre in Regione

La tensione in aula è salita quando si è iniziato a discutere una risoluzione della Lega a sostegno del Corpo degli Alpini, volano parole grosse indirizzate ai banchi della sinistra

Finisce in bagarre la seduta dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, l'ultima prima della pausa estiva. La tensione in aula è salita quando si è iniziato a discutere una risoluzione della Lega a sostegno del Corpo degli Alpini, nella quale si propone di intitolare alle penne nere "cadute per la Patria" un luogo pubblico in ogni città della regione. Un secondo ordine del giorno, presentato da Fratelli d'Italia, chiedeva invece di esprimere solidarietà agli Alpini perché le accuse di molestie emerse dopo l'adunata di Rimini del maggio scorso perché, per quanto "deprecabili", quegli episodi "non possono mettere in discussione la storia centenaria, le gesta eroiche e i valori del Corpo degli Alpini", la cui immagine è stata invece "lesa da comportamenti di singoli individui". A questi due documenti, in un primo momento, è stata abbinata anche la risoluzione del Pd che, facendo riferimento ai fatti di Rimini, propone di "rafforzare la prevenzione di comportamenti e situazioni che espongano donne e ragazze a molestie e violenze durante lo svolgimento di grandi eventi". Dopo alcune verifiche, il documento dem è stato scollegato dagli altri due. Ma la polemica ha preso fuoco. "Sono basito- tuona Michele Barcaiuolo, consigliere regionale Fdi- la risoluzione del Pd è da querela. Nessun alpino a Rimini potrà essere condannato per molestie, perchè sono scaduti i termini per le denunce e perchè l'unico caso pendente è stato archiviato". Piuttosto, insiste Barcaiuolo, "si chieda scusa agli Alpini per i fiumi di inchiostro che hanno leso l'immagine del Corpo".

Sulla stessa linea il capogruppo della Lega, Matteo Rancan. "La risoluzione del Pd è profondamente offensiva e diffamatoria in alcuni passaggi- accusa- si danno per certe le molestie". Anche per il leghista Michele Facci, "questo documento grida vendetta. C'è una visione ideologica e faziosa". E per Valentina Stragliati, consigliera del Carroccio, "è un Odg inopportuno e irricevibile, generalizza le accuse a tutto il Corpo". Risponde agli attacchi Marcella Zappaterra, capogruppo dem. "Non siamo noi a gettare fango sugli Alpini- assicura- quella di Rimini è una vicenda dolorosa che è già stata accantonata". Igor Taruffi, capogruppo di Emilia-Romagna Coraggiosa, prova a fare da pontiere. "Facciamo uno sforzo tutti per trovare una soluzione condivisa e un testo comune- suggerisce- facendo un passo avanti su un tema serio, importante e delicato". Ma i toni dello scontro non accennano a scendere, fino al battibecco in aula tra Rancan e Giulia Pigoni della lista Bonaccini.

Tra i due volano anche parole grosse: "Adesso stai zitta, non mi interrompere", la apostrofa il leghista. "Stai zitta lo dici a tua sorella", risponde la consigliera di Azione. La stessa Pigoni, insieme alla dem Manuela Rontini, propongono anche alcuni emendamenti al testo della Lega per arrivare a una risoluzione condivisa. Ma il dibattito va per le lunghe e alla fine termina il tempo a disposizione dell'aula. "L'Assemblea legislativa non ha né voluto né trovato il tempo per votare una risoluzione di solidarietà agli Alpini- afferma Giancarlo Tagliaferri di Fdi- oggetto di calunnie durante la loro ultima adunata a Rimini. Il Pd e l'estrema sinistra, dopo che per mesi hanno cavalcato il più bieco antipatriottismo, hanno impedito che i lavori d'aula proseguissero oltre l'orario stabilito. Così la risoluzione di Fdi è rimasta in stallo e il Consiglio regionale si è concluso con un nulla di fatto". Replica Pigoni. "Se i nostri emendamenti fossero stati accolti- spiega- avremmo votato. Quanto invece è successo nei miei confronti, rivela la Lega per quello che è: incapace di gestire le relazioni istituzionali e di riconoscere il ruolo dei colleghi eletti".
(Agenzia Dire)
 

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