Prg, Gnassi: "Un punto di svolta in tema di poltiche ambientali"

"Un punto di svolta - ha dichiarato il sindaco Gnassi nelle sue conclusioni al termine di un lungo confronto in Consiglio - che determina concretamente la direzione di marcia in tema di politiche ambientali di questa città"

Con votazione per appello nominale il Consiglio comunale ha approvato giovedì sera l’adozione della variante normativa e cartografica al Piano regolatore vigente finalizzata alla definizione di nuove potenzialità edificatorie e all'introduzione di requisiti per prestazioni ambientali dei nuovi insediamenti per il governo delle trasformazioni e la salvaguardia del territorio nel periodo di transizione fino all'entrata in vigore dei nuovi strumenti di pianificazione urbanistica.

“Un punto di svolta – ha dichiarato il sindaco Gnassi nelle sue conclusioni al termine di un lungo confronto in Consiglio - che determina concretamente la direzione di marcia in tema di politiche ambientali di questa città. Rimini ha un modello di sviluppo che ha dato tanto, ma che ora restituisce tutti i limiti di quella crescita".

"Con questo atto di pianificazione territoriale facciamo i conti con quel progetto di cambiamento con cui ci siamo presentati alla città, perché bisogna essere coerenti e le cose che hai detto prima, quando ci siamo presentati alle elezioni, devono diventare atti amministrativi - ha chiosato il primo cittadino -. Con questo atto di pianificazione amministrativa abbiamo voluto e dovuto risintonizzare il Piano strutturale comunale con il Piano strategico, traducendo nelle linee d’indirizzo del Masterplan il sogno del Piano strategico incrociate con l’urbanistica vigente".

"Questa approvazione ci consente di accelerare verso l’approvazione del Psc e del Rue, perché a monte, in questi mesi, con tutta una serie di atti abbiamo rifocalizzato tassello per tassello la nostra strategia di cambiamento", ha concluso il primo cittadino. La variante ha avuto il voto favorevole, oltreché del Sindaco Gnassi, di 16 consiglieri (Agosta, Allegrini, Angelini, Bertozzi, Donati, Fraternali, Gallo, Galvani, Giorgetti, Mancini, Mazzocchi, Morolli, Pazzaglia, Piccari Enrico, Turci, Zoffoli), quello contrario di 9 (Astolfi, Casadei, Cingolani, Giudici, Marcello, Mauro, Moretti, Piccari Valeria, Renzi) e l’astensione del consigliere Zerbini.

LE PREOCCUPAZIONI DI ANCE - Ance, in una nota, ribadisce le proprie preoccupazioni: "Tale variante, infatti, crea un ulteriore blocco al settore delle costruzioni già al collasso, con ripercussioni sulle imprese stesse, sulla filiera, sui lavoratori e sulle famiglie mettendo a  rischio la tenuta sociale. La revisione retroattiva del Prg, che aggiunge un'ulteriore salvaguardia alle salvaguardie già esistenti, con la quale si abbatte in maniera drastica la capacità edificatoria, crea notevoli ulteriori difficoltà all'operatività delle imprese, vanifica il lavoro di anni spesso fatto di concerto con i tecnici dell'Amministrazione e mette a rischio gli ingenti valori investiti sia direttamente sia grazie al credito ottenuto dalle banche".

"Ribadiamo quindi che certamente i singoli imprenditori o cittadini a cui vengono denegati i loro diritti, non esiteranno di adire le vie legali, come consigliato dai loro avvocati, per vedere riconosciuti i loro diritti e chiedere il ristoro dei danni subiti - chiosa Ance -. Ci auguriamo che vengano messi in atto con la stessa urgenza con cui il Comune ha adottato l'approvazione della variante al Prg, tutti quei provvedimenti normativi che consentano alle imprese di operare nell'immediato nell'ambito della rigenerazione urbana, nell'adeguamento degli edifici alla normativa sismica ed energetica, sia del centro storico che dell'alberghiero. E che con la stessa urgenza, coerentemente con gli indirizzi espressi, siano approvati Psc e Rue per permettere alle aziende di uscire da questo immobilismo".

IL WWF - L'aspro dibattito acceso negli ultimi mesi sul tema dell'urbanistica riminese interpella decisamente anche il WWF Rimini, che sullo Stop deciso al consumo di suolo, finalizzato al blocco di una cementificazione che in questi anni ha devastato un territorio e compromesso la vivibilità di una città turistica come Rimini, ha più volte espresso il proprio parere fortemente negativo, spesso nell'indifferenza delle amministrazioni e delle forze politiche di governo e di opposizione.

Osserva l'associazione: "Rimini, per moltissimi anni, anziché valorizzare e conservare il proprio territorio e le proprie bellezze paesaggistiche, ha storicamente lasciato troppo spazio all'innesco di volani di speculazione edilizia,  favorendo colpevolmente, l'intreccio fra i poteri finanziari, politici e di alcune categorie di pressione. In questa maniera, il sistema perverso della cementificazione selvaggia si è sostituito alla buona politica di salvaguardia dei beni comuni e troppo spesso gli interessi particolari e speculativi di “singoli” locali hanno condizionato le scelte a scapito di una comunità a volte “distratta” e poco lungimirante".

Chiosa il WWf: "In questa fase di “fine di un ciclo”, che vede la stessa economia collassare su sé stessa e sbarrare la strada ad un modello di sviluppo insostenibile, il WWF Rimini accoglie con grande favore tutti gli sforzi da parte della politica, interna ed esterna alla maggioranza di governo, di invertire la rotta e cercare di recuperare alla collettività le residue aree libere superstiti all'era del cemento. Apprezziamo il coraggio e lo sforzo e di questo ne diamo atto al Sindaco Gnassi, per la caparbietà e la fermezza con la quale ha portato avanti una scelta politica coerente e consapevole dei limiti di sostenibilità del territorio riminese".

L’auspicio del WWF è "che finalmente venga imboccata la strada dello stop al consumo di territorio, affinché si abbandoni la cultura dei “diritti acquisiti quali beni assoluti”, posti innanzi a tutto e a tutti i beni comuni.  Francamente ci troviamo increduli nel constatare ancora l'esistenza di imperterrite sacche di resistenza, probabilmente rappresentative di interessi particolari e rese forti dalle burocrazie e da leggi inique, nella estrema difesa di un modello urbanistico ed economico di sviluppo che chiede solamente di essere convertito al recupero, al riutilizzo degli spazi, all'efficienza energetica del patrimonio edilizio e ammodernamento dell'esistente".

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