Domenica, 20 Giugno 2021
Politica

Sacchetti (Pd): "Ore frenetiche per un accordo, ma anche Bologna ha già deciso per le primarie"

Il segretario del Partito Democratico alla vigilia della direzione per la decisione sulle primarie: "Capire se ci sono ulteriori spazi di manovra o se tutti rimarranno fermi sulle loro posizione che hanno già espresso"

Giornata convulsa, quella di venerdì, per il Partito Democratico riminese che nella serata dovrà sciogliere il nodo sulle primarie per scegliere il candidato a nuoto inquilino di palazzo Garampi. Con Jamil Sadegholvaad, attuale assessore della giunta Gnassi, e Emma Petitti, presidente dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, che mirano alla stessa carica si parla sempre più di "una poltrona per due" dal momento che entrambi non sembrano intenzionati a fare marcia indietro. La bacchettata al Pd è arrivata anche dal sindaco Andrea Gnassi che, durante il vertice di maggioranza, ha spiegato come a rimetterci rischia di essere la città. Una battaglia, quindi, che non manca di lasciare forti perplessità e allo stesso tempo col rischio di spaccare la coalizione che a sinistra ha sempre sostenuto il candidato dem per la scalata a palazzo Garampi. Anche sul fronte degli alleati il ricorso alle primarie appare una questione spinosa con Italia Viva, Più Europa, Azione e Volt che hanno già annunciato di volersi chiamare fuori dalle primarie la questione diventa una faccenda interna ai dem. L’avviso, però, è quello di fare alla svelta anche in vista di un programma che deve avere come obiettivo primario il rilancio di Rimini nell’epoca post-covid. "Sono ore particolari - spiega il segretario provinciale del Pd - perché stiamo lavorando per cercare di trovare un accordo ma, al momento, l'unica strada per la scelta del candidato è quella delle primarie".

Come vi state preparando in vista della riunione della direzione?
Al momento, con tutta probabilità, le primarie ci saranno come è stato deciso per Bologna nella serata di giovedì. Qui a Rimini stiamo lavorando incessantemente per trovare un accordo e, in queste ore, ci stiamo adoperando in questo senso ma l'ultima parola spetta alla direzione comunale di questa sera. Vedremo se, nel frattempo, ci sarà la possibilità di ulteriori spazi di manovra o se tutti rimarranno fermi sulle loro posizione che hanno già espresso.

Gli alleati hanno già fatto sapere di volersi chiamare fuori dalla diatriba invitando il Pd a fare un passo indietro. Si rischia la rottura?
La coalizione ha avuto modo di esprimere il suo parere sostenendo che si tratta di un confronto interno al Partito Democratico. Alla luce di questo hanno preferito non essere coinvolti facendoci sapere che valuteranno in un secondo momento i nomi che usciranno dalla riunione della direzione e se parteciperanno alle primarie.

A cosa è dovuto questo impasse sulla scelta del candidato sindaco?
Fondamentalmente è che ci sono pareri e visioni diverse della città. Due anime, se vogliamo, che non vedono Rimini allo stesso modo.

Dal centro-destra ancora non è arrivato nessun nome e nessuna indicazione certa di candidature. Questo è un bene o un male?
La mancanza di un candidato da parte delle altre coalizioni non ci preoccupa. Il nostro obiettivo è quello di partire dal lavoro fatto in questi ultimi anni sulla città e proseguire nella stessa direzione.


 

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