Manifesti di Lotta Studentesca, la condanna del vicesindaco: "Provocazione strumentale"

Nella lettera di augurio consegnata agli scolari all’inizio dell’anno scolastico 2014/2015, l’Amministrazione comunale ha teso a ribadire come la scuola non sia “solo uno spazio fisico dove ricevere e scambiare nozioni".

I manifesti affissi in occasione dell'apertura dell'anno scolastico da Lotta Studentesca, movimento giovanile di Forza Nuova, non passano inosservati al vicesindaco di Rimini, Gloria Lisi. Si tratta di un gesto, afferma Lisi, "che condanno fortemente, nei modi e nei contenuti. E che non può passare sotto silenzio. Nella lettera di augurio consegnata agli scolari all’inizio dell’anno scolastico 2014/2015, l’Amministrazione comunale ha teso a ribadire come la scuola non sia “solo uno spazio fisico dove ricevere e scambiare nozioni".

Per il vicesindaco "è il luogo fondamentale in cui il seme di una società libera e aperta viene piantato e cresce. Siamo tutti parti attive e integranti della scuola, che è il cuore del sentimento di una comunità. Questo è fondamentale, perché la scuola, come la società, funziona bene solo se ognuno la sente come parte integrante della propria identità. Nella scuola si formano i cittadini di domani, con eguali diritti e doveri. Una società che, grazie all'inclusione di questi alunni nei percorsi scolastici insieme ai nostri figli, crea i migliori presupposti per una società più sicura”. Questo è uno dei pilastri fondanti della nostra democrazia, della nostra Costituzione, della nostra convivenza civile. Perché, aldilà delle provocazioni strumentali di Forza Nuova, è patrimonio condiviso che una maggiore sicurezza sociale nasca non dall'esclusione, ma dall'inclusione dei diritti e dei doveri; solo dal reciproco riconoscimento dell'altro passa infatti la partecipazione attiva ad una comunità sentita veramente come propria. In questo senso rivendico con orgoglio, ad esempio, la scelta del Comune di Rimini di riconoscere ai bimbi nati in Italia da genitori stranieri e residenti a Rimini, la cittadinanza onoraria con un attestato simbolico, all'interno della campagna “Rimini anch'io”".

"Oggi - ricorda Lisi - sono 2.358 i bimbi e i ragazzi compresi tra 0 e 18 anni, nati da genitori stranieri e residenti nel Comune di Rimini; essi rappresentano potenzialmente meno del 10% del totale di popolazione nelle scuole riminesi (più di 25mila). Una percentuale che disegna in maniera fedele la composizione della nostra società multietnica. Per questi bimbi e ragazzi è doveroso non solo garantire uguali opportunità educative e istruzione scolastica, ma pensare a percorsi di piena cittadinanza, in primis per dare piena attuazione all'art.3 della Costituzione Italiana (Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali) e quindi perché perfettamente consapevoli che il futuro anche della nostra città sia strettamente collegato alla capacità di fare e portare avanti un’integrazione aperta, fatta di diritti e di doveri, motivata dalla fiducia e non dalla paura. Proprio in questo senso ricordo che proprio il prossimo 12 ottobre, all'interno del Mese delle famiglie, è previsto un momento simbolico di consegna dell'attestato simbolico di cittadinanza a tutti quei minori nati in Italia che ne abbiano fatta esplicita richiesta (è ancora possibile richiederla per chi non lo avesse già fatto) presso il Centro per le Famiglie del Comune di Rimini. E sarà una festa di tutta la comunità riminese”.

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