Protocollo contro la violenza sulle donne. Rossi (Pd): "Segnale di attenzione su un'emergenza nazionale"

Arriva dal territorio riminese l’ennesimo segnale positivo di attenzione al tema della prevenzione e del contrasto alla violenza di genere, con la firma in Prefettura del Protocollo d’intesa

Arriva dal territorio riminese l’ennesimo segnale positivo di attenzione al tema della prevenzione e del contrasto alla violenza di genere, con la firma in Prefettura del Protocollo d’intesa che vede impegnati Provincia e Comune di Rimini, procura, tribunale, Ausl, questura e carabinieri e non da ultimo l’ufficio scolastico provinciale, al fianco del centro antiviolenza “Rompi il silenzio”.

La consigliera regionale Nadia Rossi (Pd), componente della commissione per la parità e per i diritti delle persone, afferma: “Fare rete tra istituzioni e realtà associative è indispensabile per mettere in campo un’azione efficace che miri a diffondere una cultura del rispetto a partire dai più giovani, e per offrire alle donne vittime di violenza gli strumenti necessari per riprendere in mano la propria vita. Mi auguro che il Protocollo, il quale nel suo primo articolo precisa di essere aperto ad altri enti locali, istituzioni e associazioni, possa sin da subito coinvolgere le altre realtà del territorio, istituzionali e non, da nord a sud. Spero che quest’ultime possano cogliere l’opportunità per portare il proprio contributo e favorire azioni e percorsi che affrontino questa vera e propria emergenza nazionale con un approccio integrato”.

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La consigliera prosegue: “Da questo punto di vista ribadisco quello che ritengo siano due priorità che anche la Regione per quanto di sua competenza dovrà affrontare: la prima formazione, inserendo nei piani didattici delle scuole dei percorsi formativi condivisi con i dirigenti scolastici e dedicati all'educazione al rispetto di genere; la seconda, l’istituzione di un “reddito di libertà” affinché le vittime di abusi possano intraprendere un percorso di reinserimento nella vita quotidiana e di promozione dell’autonomia personale. Gli attori del Protocollo possono giocare un ruolo importante nell'approfondire e dettagliare queste proposte da sottoporre alla prossima amministrazione regionale”.

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