Provincia Romagna, i parlamentari riminesi: "Decreto legge Delrio un'opportunità"

Nella lettera i parlamentari invitano quindi i sindaci a valutare l’opportunità di proporre, discutere e mettere al voto una delibera con la quale i Consigli Comunali diano avvio al processo di fusione delle attuali tre Province romagnole

I parlamentari Pd riminesi Emma Petitti e Tiziano Arlotti, insieme ai colleghi romagnoli Enzo Lattuca, Stefano Collina, Marco Di Maio, Alberto Pagani e a Bruno Molea di Scelta Civica, hanno inviato una lettera a tutti i sindaci dei Comuni della Romagna e - per conoscenza - ai presidenti delle Province di Rimini, Forlì–Cesena e Ravenna nella quale spiegano i contenuti e le finalità del disegno di legge di riforma istituzionale presentato dal ministro per gli Affari Regionali Graziano Delrio, "Disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni".

Il governo Letta, con Delrio, ha ripreso infatti il lavoro per il superamento delle Province attraverso due disegni di legge (ordinario e costituzionale). Il ddl in esame è finalizzato in particolare a istituire le città metropolitane nel 2014, introdurre una nuova disciplina delle province e definire una disciplina organica delle unioni di comuni riformando l’istituto della fusione. L’articolo 133 della Costituzione, inoltre, affida ai Comuni la possibilità di attivare l’iter di fusione e scissione delle Province, mentre l’art. 21 del TUEL precisa che l’iniziativa dei Comuni deve conseguire la maggioranza dei Comuni dell’area interessata così come la maggioranza della popolazione.

Nella lettera i parlamentari invitano quindi i sindaci a valutare l’opportunità di proporre, discutere e mettere al voto una delibera con la quale i Consigli Comunali diano avvio al processo di fusione delle attuali tre Province romagnole così come previsto dall’art. 133 della Costituzione e come specificato dall’art. 21 TUEL.

"Già nel 2012 gran parte dei Consigli Comunali delle tre province romagnole avevano approvato ordini del giorno sull’accorpamento delle attuali tre Province romagnole nella Provincia unica di Romagna - ricordano Petitti e Arlotti -. Il Consiglio provinciale e quello comunale di Rimini avevano in particolare sottolineato come la riorganizzazione delle Province debba necessariamente garantire l'invarianza dell'elevata qualità dei servizi attraverso la valorizzazione delle professionalità di quanti vi lavorano in tutto il territorio. Le peculiarità del territorio riminese, per la sua particolare conformazione economica e sociale e per i consistenti investimenti effettuati a sostegno della crescita, vanno salvaguardate e valorizzate anche nella riorganizzazione istituzionale del nuovo ente provinciale, come logica continuità delle politiche di area vasta già da tempo in atto con i territori di Forlì-Cesena e Ravenna".

Il percorso iniziato con il decreto 95 del luglio 2012, poi convertito nella legge 135/2012, e proseguito nella deliberazione del Consiglio delle Autonomie Locali della regione Emilia–Romagna, si era poi interrotto a causa dell’intervento della Corte Costituzionale che ne aveva dichiarato l’illegittimità. "Per tutti questi motivi - concludono i parlamentari -, invitiamo i sindaci dei Comuni romagnoli a valutare l’opportunità di dare impulso al processo di fusione delle tre Province e ci rendiamo da subito disponibili a momenti di confronto e approfondimento sul contenuto del D.d.l Delrio".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Ristorante costretto a chiudere, i titolari: "Impossibile pagare spese, non parliamo degli aiuti dello Stato"

  • Muore folgorato mentre scolpisce il legno nella sua abitazione

  • Verso il nuovo Dpcm: l'Emilia-Romagna rischia di diventare zona rossa

  • Risponde a un annuncio di lavoro e finisce nella rete di un maniaco sessuale

  • Il sindaco Parma lancia l'allarme: "Seconda ondata Covid sta colpendo duramente Santarcangelo"

  • Usava il reddito di cittadinanza per giocare nei casinò on-line e vincere 2 milioni di euro

Torna su
RiminiToday è in caricamento