Pruccoli (Pd): "Meno burocrazia per la pesca alla tratta a fini turistici"

Vietata oramai da decenni viene rievocata a beneficio dei bagnanti, il consigliere regionale: “Se l’Emilia-Romagna avesse più autonomia, ne gioverebbero associazioni e istituzioni”

È un’antica tradizione anche se vietata ormai da decenni, ma la pesca con la tratta è anche un simbolo della storia della nostra riviera che risale al Medioevo. La rete a strascico veniva calata in mare vicino alla spiaggia da una barca, e riportata a terra a forza di braccia da due squadre di uomini per mezzo di lunghe funi: un lavoro massacrante” ricorda il consigliere regionale Giorgio Pruccoli, che segnala che oggi la pesca con la tratta viene consentita in deroga solo a seguito di un permesso speciale ministeriale.

“Nella zona romagnola, nel corso di occasionali ed eccezionali manifestazioni, è praticata per far conoscere questa antica tradizione a turisti e residenti. Tradizionalmente sono due le manifestazioni che nel riminese si organizzano a luglio e agosto con cui si rievocano i metodi di pesca di una volta. In questi casi, è bene sottolinearlo, il pesce viene immediatamente liberato e non subisce alcun maltrattamento. Per questo – spiega Pruccoli – penso che la Regione debba provare a verificare con il Ministero se sia possibile ottenere una deroga che preveda l’autorizzazione a svolgere eventi turistico-promozionali delle culture marinare per un numero limitato di giornate all’anno, senza la necessità della procedura attualmente prevista a carico di associazioni e istituzioni per ogni singolo evento organizzato”.

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“In una risoluzione da me depositata e rivolta alla Giunta chiedo che l’Emilia-Romagna si attivi a tal proposito. In particolare, nell’ambito del confronto sull’autonomia differenziata potrebbero emergere più possibilità per le Regioni sulla pesca e acquacultura, ma al momento le autorizzazioni sugli strumenti di pesca sono di competenza del Ministero. Spesso – richiama Pruccoli in conclusione – accade che per avere un permesso si debba aspettare a lungo, o addirittura che non arrivi in tempo. Un problema di non poco conto per chi si occupa di programmazione e organizzazione di eventi promozionali”.

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