Pubblicità 'anti-Italia' in Svezia, l'assessore Galli scrive al ministro Bray

La campagna pubblicitaria di un parco di divertimenti svedese è al centro di una lettera che l'assessore al Turismo Fabio Galli ha scritto al neo Ministro del Turismo, Massimo Bray

L'assessore al Turismo della Provincia di Rimini, Fabio Galli, ha scritto al neo Ministro del Turismo, Massimo Bray, per segnalargli "un piccolo episodio di inciviltà che, in questi giorni, sta sollevando polemiche e reazioni istituzionali piuttosto consistenti. Un parco divertimenti svedese- il Liseberg Amusement Park di Goteborg- ha pensato di impostare la sua campagna pubblicitaria primaverile sul combinato disposto dell’immagine di un bimbo piangente e lo slogan ‘vissa barn tvingas aka till italien i sommar’ che più o meno può essere tradotto in ‘alcuni bambini sono costretti a passare l’estate in Italia’".

"Tre le variazioni ‘geografiche’ sul tema da parte del parco: Italia, Grecia (con Creta) e Spagna (con Majorca) - evidenzia Galli -. Esplicito e rozzo il messaggio: cari bambini, passate l’estate a Liseberg piuttosto che in quei Paesi turistici nei quali non fareste altro che piangere. Alla faccia della leale concorrenza e sana competizione! La cosa ha provocato e sta provocando proteste ufficiali anche da parte dei Governi, in primis quello greco. Il parco ha ritirato parte della campagna (pare solo la sezione greca per la quale si era mosso la federazione alberghiera di Creta con una lettera all’ambasciatore svedese) ma la cosa è esplosa sui social network di mezza Europa. Non solo: proprio perché massiccia, la campagna di manifesti pubblicitari nelle città scandinave non ha perso del tutto la sua visibilità e ‘efficacia’".

Continua Galli: "Naturalmente il riferimento più immediato dei commentatori agli effetti italiani di una simile ‘campagna’ è la Riviera riminese, storicamente e mediaticamente vicina a tutto ciò che è turismo svedese nel Belpaese. Diciamo che, su questo versante, oggi non è più come un tempo: il segmento svedese sul totale degli arrivi esteri nella Riviera di Rimini è ormai marginale, riducendosi (dati 2012) a 7.417 unità  e 37.940 presenze".

"Ma, al di là di questo, l’incredibile e irritante episodio mette in rilievo un problema strutturale: la mancanza di una forte e credibile promozione all’estero del marchio Italia - sottolinea l'assessore -. Se l’essere di fatto scomparsi da alcuni mercati, quello scandinavo, appunto è già di per sé una sciagura in termini economici e d’immagine, la beffa si aggiunge con simili episodi per i quali, comunque, gli altri due Paesi danneggiati in qualche modo si sono già mossi a difesa".

Conclude Galli: "La scelta, percorsa più o meno coscientemente  negli ultimi due decenni, di non provvedere ad alcuna promozione all’estero del marchio Italia a favore di uno ‘spezzatino’ regionale a volte contraddittorio va senz’altro radicalmente e tempestivamente mutata. Certo, campagne folli come questa sono difficilmente parabili ma un Paese con una barra forte, dritta e riconoscibile sul fronte della promozione saprebbe difendersi al meglio e meglio. Mi auguro che il Ministro Bray possa intervenire”.

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