Referendum sul taglio dei Parlamentari, le voci del “Sì”. Croatti e Gennari (M5S): "Un'occasione irripetibile"

Anche il senatore Marco Croatti ed ilsindaco di Cattolica Mariano Gennari, esponenti riminesi del Movimento Cinque Stelle, portano la propria voce all’interno del dibattito

"Siamo ormai prossimi all’appuntamento referendario sul taglio dei parlamentari". Anche il senatore Marco Croatti ed ilsindaco di Cattolica Mariano Gennari, esponenti riminesi del Movimento Cinque Stelle, portano la propria voce all’interno del dibattito politico e civile. Il quesito principe da cui partire secondo Croatti e Gennari è semplice: "abbiamo davvero bisogno di 945 parlamentari?". “La risposta è no – spiega il Senatore - ed a dircelo è l'esperienza di ognuno di noi nel lavoro quotidiano al Senato ed alla Camera. A convincerci vi è anche la testimonianza dei nostri predecessori che, già da inizio degli anni '80, proponevano di ridurre il numero dei posti in Parlamento”.  Esiste un giusto rapporto tra numero degli abitanti di un paese e il numero dei loro rappresentanti eletti nelle istituzioni. “Ad oggi in Italia abbiamo un parlamentare eletto dai cittadini ogni 63 mila abitanti. Con la riforma del MoVimento 5 Stelle sarà uno ogni 100mila, in linea con i parametri previsti in Francia, Spagna, Germania e Regno Unito”, sottolinea Croatti.

Tra le ragioni presentate per il voto al “sì” al taglio dei parlamentari, il M5S ricorda che "nel 1963 la rappresentanza legislativa era risiedeva esclusivamente nel Parlamento italiano. Adesso, al contrario, i cittadini hanno rappresentanti eletti anche all’interno dei Consiglio regionali e del Parlamento europeo". “Oggi ognuno di noi – aggiunge il sindaco Gennari - ha molti più strumenti per mantenere, ogni giorno, un costante contatto con i cittadini del proprio territorio di elezione. La situazione rappresentata negli anni '60 non ha nulla a che vedere con lo sviluppo della comunicazione di oggi, che ci permettono uno scambio di informazioni e istanze immediato e semplice tra cittadini e parlamentari. Anche l’esperienza dei mesi del lockdown ci è servita per comprendere l’importanza di puntare sul digitale. Call ed incontri sulle varie piattaforme di videoconferenza ci hanno permesso di compensare l’impossibilità della presenza fisica ed hanno azzerato le distanze. Anche lo scambio di documenti avviene ormai in tempo reale ed attraverso svariate modalità. Stiamo vivendo una quarta rivoluzione industriale, basata sull’internet delle cose e dell’industria 4.0.  Per tali ragioni è necessario rivedere il modo di intendere lo svolgimento delle mansioni dei nostri rappresentanti politici, puntare ad una più riduzione di spostamenti ed uno snellimento dei lavori all’interno dei Palazzi romani”.

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"Con il taglio dei parlamentari, inoltre, si garantirà un risparmio di circa 500 milioni di euro a legislatura, ovvero 100 milioni annui. Allo stesso tempo con un numero più sobrio di deputati e senatori, in Commissione e in Aula, sarà più facile lavorare, con un giusto equilibrio tra la doverosa rappresentanza di idee, istanze e visioni diverse e la necessità di approvare i provvedimenti in tempi ragionevoli e dare risposte veloci agli italiani”, conclude il senatore Croatti. "Essere a favore del taglio significa Camere più snelle - prosegue -. Una maggiore efficienza nei lavori parlamentari, dunque, con una riduzione dei tempi di discussione e delle polemiche, e con una partecipazione più attiva da parte di ciascun parlamentare. Con la vittoria del Sì, verrà confermata la riforma, che prevede che la Camera passi da 630 a 400 deputati, mentre il Senato da 315 a 200 eletti". Infine l’invito di Croatti e Gennari: “Per queste buone ragioni andiamo tutti a dire Sì al referendum del 20 e 21 settembre:  avremo istituzioni più moderne, sobrie, al passo con i tempi ed efficienti”. 
 

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