Regione, via libera dalla Corte dei Conti al consuntivo 2011

Equilibrio di bilancio, rispetto del Patto di stabilità, riduzione dell’indebitamento e delle spese per il personale e le consulenze: sono alcuni degli obiettivi raggiunti dalla Regione

Marco Lombardi

Equilibrio di bilancio, rispetto del Patto di stabilità, riduzione dell’indebitamento e delle spese per il personale e le consulenze: sono alcuni degli obiettivi raggiunti dalla Regione Emilia-Romagna nell’esercizio 2011 e rilevati dalla Corte dei conti - Sezione regionale di controllo nell’annuale relazione sulla gestione finanziaria e l’attuazione della programmazione regionale.

La relazione, come è ormai consuetudine, è stata oggetto di un’audizione della Corte dei conti in commissione Bilancio affari generali e istituzionali, presieduta da Marco Lombardi. Il presidente della Sezione regionale di controllo, Mario Donno, ha ricordato come la collaborazione tra l’Assemblea legislativa e la Corte dei conti sia prevista nello Statuto regionale e il fatto che l’Emilia-Romagna è l’unica tra le Regioni ad aver avviato questa consuetudine.

Quello che è stato un atto volontario, si avvia, anche se con modalità diverse e “secondo i principi del giudizio di parificazione”, a diventare un adempimento obbligatorio per tutte le Regioni, ha ricordato Donno riferendosi a quanto previsto dal recente decreto legge (Dl. 74/2012) in attesa del voto definitivo in Parlamento. In proposito, anche il presidente Lombardi ha rilevato con soddisfazione la previsione contenuta nello Statuto regionale e la conseguente scelta di "sottoporci al controllo della Corte dei conti in tempi non sospetti, un esempio unico nel panorama delle Regioni”.

“Sulla base degli elementi di valutazione acquisiti - si legge nella relazione - si può ritenere positiva la gestione economico-finanziaria del bilancio relativo all’esercizio 2011, che ha consentito di assicurare il rispetto dei vincoli di finanza pubblica costituiti dall’equilibrio di bilancio sia in sede previsionale, che di assestamento e di consuntivo, dal rispetto del patto di stabilità e dei limiti di indebitamento”. Rispettate - segnala ancora il documento - anche le disposizione di legge per il contenimento della spesa pubblica a proposito degli incarichi di consulenza e collaborazione conferiti dalla Regione Emilia-Romagna.

“Valutazioni positive” emergono dalla relazione anche a proposito delle partecipazioni della Regione in organismi di natura societaria: emerge infatti una prevalenza delle società partecipate con utili di esercizio (13 su 20 società i cui dati sono disponibili sul totale di 27 partecipate), rispetto a quelle in perdita (7). Unico neo al riguardo - segnala la relazione della Corte dei conti - ha che fare con “la ricapitalizzazione di una società in perdita da almeno tre esercizi consecutivi trattandosi - si legge nel documento - di un’operazione che, seppur autorizzata da un’espressa previsione normativa e finalizzata a sostenere investimenti previsti nell’ambito di un piano industriale, ha comportato la destinazione di risorse finanziarie pubbliche in un organismo societario in perdita”.

Si tratta della società Terme di Salsomaggiore e Tabiano spa dove, nel 2011 la Regione ha trasferito 1 milione e 999 mila euro. Pur nel riconoscimento della legittimità dell’operazione, la Corte dei conti invita l’amministrazione “a valutare per il futuro con la massima cautela” la partecipazione con trasferimento di risorse in società che registrano perdite da più esercizi consecutivi.

Luciano Vecchi (Pd), relatore di maggioranza del progetto di legge del rendiconto 2011 della Regione, ha sottolineato l’estrema importanza del lavoro di verifica e controllo, di cui quello svolto dalla Corte dei conti è “parte essenziale per consentire una valutazione della correttezza formale e anche qualitativa sull’efficacia della spesa”. 

Per chiarimenti e sottolineature sono intervenuti anche Mauro Manfredini (Lega nord) e Andrea Defranceschi (Mov5stelle) che hanno in particolare avanzato critiche rispetto alle società partecipate, evidenziando il fatto che la Corte dei conti aveva già allertato la Regione negli anni scorsi sull’argomento sconsigliandone l’ingresso in nuove partecipate.

La vicepresidente, Simonetta Saliera, ha espresso l’augurio che, al di là degli aspetti formali messi in campo dalla nuova normativa si possa mantenere lo spirito di collaborazione che fin qui ha caratterizzato i rapporti con la Corte dei conti. Una collaborazione - ha detto - che ci può aiutare a far meglio e ad interpretare le norme. Sul tema partecipate, l’assessore ha anche precisato che la Giunta ha avviato un lavoro di verifica sulla base delle nuove norme che porterà ad una proposta di riordino.

La commissione ha quindi approvato a maggioranza (contrari Pdl, Lega nord, Mov5stelle) il progetto di legge d’iniziativa della Giunta regionale relativo al Rendiconto generale della Regione Emilia-Romagna per l’esercizio finanziario 2011. Testo che dovrà essere sottoposto al voto dell’Assemblea legislativa nella prossima seduta in programma per martedì 20 novembre.

I NUMERI DEL RENDICONTO 2011

Le entrate di competenza dell’esercizio finanziario 2011 ammontano complessivamente a 13.921,292 milioni di euro. Il totale delle entrate accertate è di a 12.563,421 milioni di euro (di cui 9.948,40 milioni di euro sono stati riscossi e versati, 2.821 milioni sono rimasti da riscuotere) cui vanno aggiunti 1.357,870 milioni di euro corrispondenti all’avanzo netto di amministrazione dell'esercizio 2010.

Le spese di competenza impegnate nell’esercizio finanziario 2011 risulta di 13.158,74 milioni di euro (10.552,308 milioni di euro sono stati pagati, mentre 2.606,431 milioni sono rimasti da pagare). Il risultato attivo complessivo della competenza dell’esercizio 2011 è di 762.552,19 milioni di euro.

I residui attivi a carico della gestione 2011 provenienti dagli esercizi finanziari 2010 e precedenti ammontavano a 8.039 milioni di euro. Ne sono stati riscossi 2.962 (pari a 36,74% del totale) e ne restano da riscuotere 5.078 milioni (il 62,98% dei residui iniziali). Alla chiusura dell’esercizio finanziario 2011 i residui attivi risultano pari a 7.497 milioni di euro. Tale importo è composto dalla somma di 2.420 di euro rimasta da riscuotere sulle entrate accertate per la competenza propria dell’esercizio 2011 e da 5.078 milioni di euro rimasti da riscuotere sui residui degli esercizi 2010 e precedenti.

I residui passivi degli esercizi 2010 e precedenti a carico della gestione 2011 ammontavano a 7.030 milioni di euro, nel corso del 2011 ne sono stati eliminati 203 per insussistenza e perenzione e ne sono stati pagati 2.219, mentre ne sono rimasti da pagare 4.609. A fine esercizio 2011 la consistenza dei residui passivi è pari a 7.216 milioni (di cui 2.606 milioni formatisi nell’esercizio 2011).

La situazione di cassa ha fatto registrare una differenza negativa tra riscossioni e pagamenti pari a -174,97 milioni di euro che, considerato l’avanzo di cassa esistente al 31 dicembre 2009, pari a 325,26 milioni di euro, ha determinato un avanzo complessivo di cassa di 659,93 milioni di euro.

La situazione finanziaria fa emergere una differenza positiva tra residui attivi e passivi di 281,39 milioni di euro ed un avanzo netto di amministrazione di 941,33 milioni di euro, con una flessione del 30,67% rispetto all’anno precedente.

Sono quindi stati rispettati i vincoli di indebitamento - stabiliti dall’art. 119 della Costituzione e da diverse altre norme - dal momento che la relativa spesa è rimasta ampiamente al di sotto del limite massimo di 304,93 milioni di euro (calcolato per legge): l’ammontare complessivo delle rate di ammortamento dei mutui contratti per spese di investimento è stato infatti di 73,12 milioni di euro. I mutui in essere al 31 dicembre 2011, tutti relativi alla copertura dei disavanzi della sanità, ammontano a 854,70 milioni di euro, con una diminuzione del 6,45% rispetto alla situazione al 31 dicembre dell’anno precedente, quando gli stessi ammontavano a 913,65 milioni di euro. Si tratta di una riduzione che caratterizza da tempo la politica finanziaria regionale.

Considerando la popolazione residente in Emilia-Romagna al 31 dicembre 2011, la spesa effettiva regionale procapite risulta di 2.389 euro, di cui 1.797 euro per il servizio sanitario. Il debito regionale pro capite risulta tra i meno elevati a livello nazionale: 192 euro a fine esercizio 2011 (nel 2010 era di 206 euro e nel 2009 era di 221 euro). Per quanto riguarda le risorse umane, al termine dell’esercizio 2011 la Regione Emilia-Romagna aveva in forza 2.902 dipendenti, 156 in regime di part-time (oltre a 31 giornalisti). Rispetto al 31 dicembre dell’anno precedente il numero complessivo dei dipendenti si è ridotto di 6 unità. Il rapporto tra personale ed abitanti (4.459.246 residenti nella Regione al 1° gennaio 2012) è di un dipendente ogni 1.537 abitanti.

La spesa per il personale nell’anno 2011 ammonta complessivamente a 137,46 milioni di euro, inferiore del 3,93% rispetto al 2010. Il rapporto spesa di personale/spesa corrente registrato è del 10,10%, ampiamente al di sotto del limite del 40% previsto dalla norma nazionale. Sempre relativamente agli aspetti di carattere gestionale gli incarichi di consulenza e collaborazione conferiti nel 2011 sono stati 125, dei quali 121 dalla Giunta e 4 dall’Assemblea legislativa. Anche per quanto riguarda questa voce sono stati rispettati i tetti di spesa fissati dalle norma (20% della spesa sostenuta per il 2009).

 

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