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Riforma delle Camere di commercio, intervento di Arlotti in commissione della Camera

Premiare le Camere di commercio virtuose, valorizzarne le risorse umane e risolvere la criticità della riduzione dei diritti camerali. Sono le osservazioni avanzate dal deputato Pd riminese Tiziano Arlotti

Premiare le Camere di commercio virtuose, valorizzarne le risorse umane e risolvere la criticità della riduzione dei diritti camerali. Sono le osservazioni avanzate dal deputato Pd riminese Tiziano Arlotti nel suo intervento sullo schema di decreto legislativo per il riordino delle funzioni e del finanziamento delle Camere di commercio, all'esame della X commissione Attività produttive della Camera.

Alla luce delle audizioni svolte in commissione con tutte le parti interessate dalla riforma, Arlotti ha ricordato che il provvedimento ha lo scopo di rendere più efficienti le Camere di commercio realizzando, al contempo, considerevoli risparmi. Il deputato ha evidenziato anche alcune criticità contenute nello schema di decreto in esame, a partire dalla riduzione dei diritti camerali che era programmata fino alla promulgazione del provvedimento di riordino e che si dovrà applicare a partire dal 2017.

Arlotti ha quindi evidenziato come alcuni enti camerali abbiano già avviato processi di accorpamento, come la costituzione della “Camera di commercio della Romagna - Forlì-Cesena e Rimini" che dal 1 ottobre di quest'anno riunisce quasi mille imprese che occupano circa 40mila persone, con un fatturato complessivo di oltre 10 miliardi di euro. “Si dovrebbe prevedere la possibilità di meccanismi premiali per Camere virtuose che hanno destinato risorse alla realizzazione di infrastrutture, per le quali dovrebbero essere previste misure di neutralità fiscale – ha affermato -. Un altro elemento di criticità emerso nel corso delle audizioni riguarda la possibilità di aumentare del 20 per cento i diritti camerali delle singole Camere di commercio prevista nella legge delega, ma non inserita nello schema di decreto legislativo all'esame della Commissione”.

Il deputato ha affrontato nel suo intervento anche la questione dei livelli occupazionali. “Deve essere assicurata la valorizzazione delle risorse umane del sistema camerale. Molti dipendenti delle Unioni camerali regionali e delle aziende speciali non sono dipendenti pubblici, ma hanno il contratto collettivo di lavoro del terziario e della distribuzione di servizi, e non hanno accesso all'utilizzo della cassa integrazione e dei contratti di solidarietà. Nel processo di attuazione della riforma debbano essere riconosciuti anche a questi lavoratori gli strumenti di tutela e gli ammortizzatori sociali, nonché un adeguato processo di riqualificazione e di reinserimento nel sistema produttivo”. 

il Decreto legislativo di riforma delle Camere di commercio, attuativo della delega prevista dalla Legge 124/2015, è stato approvato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri il 25 agosto scorso e il termine per il parere della X commissione al Governo sull'atto in esame è fissato al 25 ottobre.

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