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Nel Riminese sono 3.000 i percettori del Reddito di Cittadinanza. Croatti: "Non va cancellato"

Tiene banco il tema del Reddito di cittadinanza, il senatore Marco Croatti: "Il governo Meloni cancella il Reddito di cittadinanza e gira i soldi risparmiati alle società di calcio di serie A"

"La battaglia delle destre contro chi ha più bisogno e si trova in situazione di difficoltà dopo tre anni durissimi a causa della pandemia è una vergogna". Così in una nota il senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti in risposta ai rappresentanti locali di Fratelli d'Italia che hanno attaccato il Reddito di Cittadinanza. "In questi giorni, mentre il governo Meloni cancella il Reddito di Cittadinanza e gira i soldi risparmiati alle società di serie A che faticano a pagare giocatori multimilionari, sui territori i rappresentanti di Fratelli d’Italia lanciano i loro strali con comunicati che riportano dati parziali e mostrano un quadro distorto che non consente di comprendere quanto questa misura sia stata fondamentale per sostenere tante famiglie in uno dei periodi più duri della storia del nostro Paese e quanto ancora potrà rappresentare in futuro uno strumento per proteggere tanti lavoratori disoccupati o sottoccupati accompagnandoli verso offerte di lavoro adeguate", prosegue Croatti.

In merito ai dati della provincia di Rimini, l’andamento del numero medio annuale dei percettori nel territorio segna una diminuzione sensibile e costante: erano 5.793 negli ultimi mesi del 2019, 4.606 nel 2020, 3.803 nel 2021, 3.023 nel 2022. "Ciò indica che questa misura è stata un paracadute fondamentale in anni di crisi ed è stata molto meno utilizzata quando ci sono stati segnali di ripresa economica; se ne comprende dunque il significato fortemente temporale e congiunturale - aggiunge Croatti -. Il secondo dato riguarda il fatto che solo un terzo di questi percettori è occupabile, che l’importo medio della misura, 454 euro, non consente certo di vivere senza lavorare e in molti casi permette di integrare pensioni e stipendi portandoli a livelli dignitosi. Questo a sfatare la menzogna vergognosa di chi afferma che verrebbero pagate persone per stare sul divano a non fare nulla".

"Certamente una misura nuova e introdotta in una fase difficile avrebbe avuto necessità di essere ’tarata’ e migliorata con continuità per rafforzarne i risultati sulle politiche attive del lavoro e incrociare in modo più efficace domanda e offerta, valutandola in fasi di crescita economica del Paese. In questo senso avremmo certamente collaborato con l’esecutivo nei mesi futuri. Ma il governo Meloni decide di cancellarla senza proporre alternative, senza spiegare come faranno, prive del RdC, le tante famiglie che si trovano tuttora in difficoltà e i tanti lavoratori che non trovano un’occupazione perché la crisi continua a mordere", conclude Croatti.

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