Politica

Elezioni, gli ex amministratori Pd: "Limite superato, ora serve indicazione chiara sul nome"

E sulle primarie interviene il segretario regionale Pd: "Se a Rimini dividono meglio andare oltre"

Primarie sì, primarie no. Spaccature interne al Pd e una guerra a colpi di ricosi e appelli che sta avvelenando sempre più il clima politico a Rimini in vista delle prossime elezioni amministrative. Adesso a intervenire a chiedere chiarezza per superare questa situazione di stallo sono gli ex amministratori Pd di Rimini e lo fanno con un intervento firmato da 13 nomi ben noti in città, fra cui quelli di Stefano Vitali e Massimo Pironi. 

Un appello rivolto alla direzione comunale Pd e in vista dell'assemblea in programma sabato. A far sentire la voce è dunque un gruppo di appartenenti alla significativa esperienza di governo del centrosinistra riminese, che auspica che nella direzione comunale del PD di sabato esca una proposta nominativa, chiara e motivata, da offrire a tutta la coalizione - e che dalla stessa sia apprezzata - per poi mettersi subito all’opera facendo crescere, innovandola, la irrinunciabile tradizione di buon governo locale. L'appello è firmato da Tiziano Arlotti, Marco Bruscolini, Nando Fabbri, Giovanna Filippini, Sergio Gambini, Lino Gobbi, Elisa Marchioni, Nando Piccari, Terzo Pierani, Massimo Pironi, Roberto Piva, Stefano Vitali, Donatella Turci. "Chi ha sempre voluto, in diversi ambiti pubblici, perseguire il progresso sociale ed economico del territorio riminese, cercando di coniugare la buona amministrazione con l’azione di governo locale del centrosinistra, non può che rimanere assai preoccupato per l’andamento della discussione apertasi nel PD di Rimini sulla scelta del proprio candidato a sindaco nelle prossime elezioni amministrative di ottobre - affermano i 13 firmatari - Una preoccupazione che ha superato il limite dopo il ricorso alle carte bollate registratosi negli ultimi giorni."

Prosegue il gruppo: "Si sta alimentando un clima che mina irresponsabilmente la capacità di affrontare, con unità politica e programmatica, l’impegnativa sfida elettorale e che soprattutto, nel far ciò, sembra voler mettere in secondo piano o addirittura tacere, come se fosse cosa ordinaria, il gran lavoro che il sindaco Gnassi e la sua Giunta hanno compiuto in questi anni nel far diventare Rimini una della città più vive e moderne del Paese. Dieci anni straordinari che hanno visto, pur fra difficoltà non piccole, per ultima quella pandemica, la comunità riminese muovere ulteriori passi in avanti sul fronte della qualità urbana, della sostenibilità ambientale, della ricchezza culturale, e più in generale della qualità della vita. Non si può non partire, dunque, quando si ragiona di come e di chi deve prendere in mano il patrimonio che il sindaco uscente consegna al suo successore, dal lavoro svolto e da chi ha la conoscenza, la competenza, l’esperienza, le qualità morali per assolvere all’impegnativo compito di proseguire sulla strada tracciata, tanto apprezzata in questi anni dai cittadini".

Chiosano i firmatari: "A maggior ragione in un momento così denso di passaggi cruciali per le città e per il Paese che ruota attorno all’importante Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Piano che chiama in causa l’azione primaria delle comunità locali proprio sulle sei “missioni strategiche” che esso disegna e che è giusto ancora una volta sottolineare per non perdere l’orizzonte delle sfide aperte: Digitalizzazione e Innovazione; Rivoluzione verde; Mobilità sostenibile, Istruzione e Ricerca; Coesione e inclusione; Salute.

L'intervento di Calvano sulle primarie

La conferma del sindaco uscente a Ravenna; le primarie a Bologna in programma domenica; un confronto tutt'altro che sereno a Rimini all'interno degli organismi dirigenti e con gli alleati, che dovrebbe concludersi domani con la riunione dell'assemblea comunale. Sono le tre strade diverse intraprese dal Partito democratico in Emilia-Romagna nei tre Comuni capoluogo al voto in autunno per le amministrative.
"Il partito è uscito dalla pandemia con una gran voglia di ripartire", analizza lo stato di salute il segretario regionale Paolo Calvano, a margine di una conferenza stampa questa mattina a Ravenna. E ora è "pronto ad affrontare nuove sfide". A Bologna, entra più nel dettaglio, è stata accolta la richiesta di Italia viva delle primarie di coalizione, con Matteo Lepore e Isabella Conti a contendersi la candidatura. D'altronde nella città felsinea le primarie sono "un'occasione per allargare il campo".

Opposto il discorso per Rimini. Come sottolinea Calvano, se le primarie, come a Rimini, "rischiano di diventare motivo di restringimenti e divisioni, meglio andare oltre". Certo, aggiunge in vista della riunione dell'assemblea comunale dei dem riminesi di domani, l'auspicio è che si trovino le condizioni per "una soluzione che unisca il più possibile come chiesto dalla coalizione", che anche a Rimini deve essere "larga e inclusiva, capace di proporsi come guida della città per i prossimi cinque anni". E a proposito di coalizione, il discorso non può che finire sul Movimento 5 Stelle, con il quale sono in corso trattative per stringere alleanze per le amministrative. "Il perimetro degli alleati- precisa Calvano- ha come stella polare il programma e può assumere dimensioni diverse nei vari territori". Geometrie variabili dunque: a Ravenna "ci sono le condizioni per un perimetro largo", ma, avverte il segretario, "non ci si mette insieme per sommare percentuali di voto, bensì in base alla condivisione del programma". Comunque, conclude, "ben venga l'allargamento, l'esperienza di Faenza dimostra che le condizioni ci sono".

calvano - segretario regionale Pd-2

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