L'ex assessore: "Nessun consigliere comunale voleva i nomadi come vicini"

L'ex assessore Roberto Biagini invitato in commissione per riferire sul progetto dello smantellamento del campo nomadi

La scorsa maggioranza in Comune a Rimini ufficialmente non sapeva nulla del progetto microaree per le famiglie sinti del campo di via Islanda. Ma ufficiosamente c'era "una processione di consiglieri" nell'assessorato all'Urbanistica per chiedere di non metterli vicino a loro. L'ex assessore Roberto Biagini, invitato in commissione per riferire sul progetto dello smantellamento del campo nomadi quando era in giunta, spiega di essere venuto a conoscenza del problema a dicembre 2012 e di avere chiesto invano un confronto in maggioranza. E conferma la sua contrarietà personale al cambio di destinazione d'uso per le microaree. Ai tempi si parlava di Santa Giustina, "non opportuno" per Biagini. Si arriva poi ad altri siti e a una mail del 20 ottobre 2013 dell'ex assessore al capogruppo Pd di allora e al capo di gabinetto per il confronto in maggioranza. Mai avvenuto. Ma la processione in assessorato sì.

Sulla questione delle microaree è intervenuto anche il comitato Pro Rimini, contrario al progetto, che si è definito "non razzista" e "non figlio della Lega Nord". Ma chiede all'Amministrazione di confrontarsi per chiarire costi, localizzazioni e come si garantirà decoro urbano, sicurezza e controlli. Nell'audizione oggi in commissione per i rappresentanti dei comitati cittadini che protestano per il progetto delle microaree. Tra cui Alessandro Potenza che replica al capogruppo dem, Enrico Piccari, che afferma: "I comitati sono stati regalati alla Lega Nord e a Salvini con buona pace della minoranza". Il leader del Carroccio sarà in città per incontrare i cittadini sul tema sabato prossimo. Potenza non ci sta, "ho votato questa maggioranza".

Pro Rimini tiene insieme 6.000 persone e "siamo attenti al rispetto mentre da alcuni esponenti della maggioranza ci sono errori di comunicazione". Ora "spegniamo i fari e chiediamo un confronto", anche su possibili alternative come social housing e autocostruzione. L'integrazione non si fa con le microaree, aggiunge Erika Razzani del comitato Torre Pedrera. "Siamo una località turistica già in difficoltà. L'idea spaventa, l'Amministrazione ci spieghi il progetto". Per Gabriele Bernardi è ora di "arrivare al dunque. Ma da noi senza microaree i nomadi già ci sono".

Mentre Rossella Savini per i proprietari di via Feleto definisce la scelta "infelice e inopportuna". Da ultimo Lorenzo Macchi per la Gaiofana chiede "un progetto serio e condiviso con i cittadini. I riminesi non sono diventati razzisti ma i numeri della protesta dimostrano che il progetto non è condiviso". Parla anche il rappresentante dei sinti Davide Gerarti chiedendo alla minoranza di abbassare i toni e di "non scaricare sulle loro spalle un problema che è di maggioranza e opposizione". Per le microaree all'Amministrazione non spenderà nulla grazie ai fondi comunitari e anche i sinti, conclude, "vengono condannati per abusi edilizi".
(Agenzia Dire)

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